Riflessioni…
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Mi piace pensare che certe emozioni non possano mancare mai, che a volte soffrire ci fa stare bene e ci rende un po’ più solidi, che un tiro banale può fare miracoli, prendere traiettorie folli e insaccarsi al novantesimo di una partita sofferta. Ci sono emozioni che non possono mancare. Non ci può mancare la prima partita ascoltata alla radio, con tutto che è da immaginare, non ci può mancare la prima volta allo stadio, l’attesa di quella partita che non ci fa chiudere occhio la notte, non può mancare il primo grido dopo un gol, la prima sciarpa viola comprata sotto la curva e l’ansia prima di un rigore, non può mancare la voglia di sentirci dire che siamo i migliori, e la voglia di essere davvero i migliori. Non ci può mancare neanche la sconfitta e il conforto nei momenti no, non ci può mancare la pioggia che penetra dentro il cappellino ed appanna gli occhiali, non ci può mancare un soffio di voce per dirle “Ti amo”. Non ci può mancare la voglia di fare i bagagli ed andarcene via, non mi può mancare la voglia di andare in trasferta e di essere padroni a casa d’altri, di alzare la voce, di farsi sentire. Non ci può mancare il profumo d’estate dell’ultima di campionato. Non ci può mancare Rui Costa in finale, San Siro, Irina te amo, la coppa da alzare. Non ci può mancare Antognoni, Prandelli e i grandi del ‘56, la voglia di un po’ di ottimismo e di un giorno migliore. Mi piace pensare che in certi momenti ci sia solo LEI, e non ci può mancare la voglia di stargli vicino, soprattutto quando manca quasi tutto … queste cose non possono mancare.
Dedicato alla Fiorentina, che amo da tutta una vita …
… e alla mia compagna di vita, che continua ad amarmi nonostante la Fiorentina.
Checco
Dalla bella intervista di Andrea Di Caro a Cesare Prandelli (leggila qui integrale) emergono alcune considerazioni che non devono passare inosservate. Prandelli pare avere un rammarico per il mercato dei viola in tono minore tanto che quando gli viene chiesto se bastava davvero poco alla Fiorentina per diventare la terza forza del campionato, così risponde «Lo penso anch’io, bastava poco…» con il piazzamento per i viola che «va dal terzo all’ottavo posto. MolÂto dipenderà dagli impegni europei».
Prandelli è l’unico in queste ultime settimane a ricordare il famoso Progetto, quello che dovrebbe portare la Fiorentina a livelli più alti «Con la Cittadella ci sarebÂbero entrate importanti, si potrebbero riprendeÂre certi programmi, ripensare in grande». E solo con il progetto di vincere qualcosa il tecnico resterà ancora a lungo a Firenze «Non voglio escludere nulla. Io ho fatto la scelÂta di rimanere a Firenze perché convinto che questo sia un progetto vincente in un paio d’anni, ma se dovessero cambiare gli scenari si imporrà una attenta riflessione».
Infine il bivio per la carriere del tecnico di Orzinuovi: vincere qualcosa o restare dove sei amato? «Poi uno può inseguire alÂtre ambizioni o rimanere ugualmente per amore verso una città che mi è stata vicina in momenti difficili della mia vita. Nulla è eterno, prima o poi finirà anche il rapporto professionale con la FioÂrentina. Ma a questa città e a questa gente io sarò sempre riconoscente».
Una mazzata. Che ancora rimbomba in tutta Firenze. Stò parlando della famosa e famigerata multa comminata dal Tas ad Adrian. E l’evolversi della situazione non suona a vantaggio della Fiorentina. Il perchè, a mio modo di vedere, è chiaro: Adrian si ritrova in una difficoltà economica estrema (strano a dirsi per un campione del suo calibro) e l’aver cambiato procuratore è un sentore di questa confusione e fragilità che stà vivendo il campione rumeno. A pelle, ma è solo una mia personalissima sensazione, i Becali non mi danno fiducia. Per carità saranno e sono senz’altro persone rispettabilissime, non mi permetto di giudicare, ma questa mossa avvenuta in Romania da un momento all’altro non mi quadra. Importante è che Adrian prenda in mano il suo futuro e decida subito. Tanto la multa andrà pagata e quasi certamente per intero dunque tanto vale parlare chiaro con Corvino e i Della Valle (se non lo ha già fatto) e decidere se lasciare o meno la Fiorentina. Se questo avverrà sarà quasi sicuramente a Gennaio, e qui si spiega il tesoretto lasciato da parte, per avere immediatamente disponibilità economica (data dal Groznji o altra società ) per chiudere la pendenza. Forse Adrian mai avrebbe sospettato di chiudere la carriera in società non certamente rinomate, ma tant’è si deve fare di necessità virtù.. E Firenze? Speriamo di consolarci con Pandev, speriamo che non sia il solito nome buttato lì per caso come i centinaia fatti e mai avverati, speriamo che la Viola sappia fare a meno del suo fenomeno, questa volta definitivamente. Tanti speriamo ed una certezza: noi saremo ancora sugli spalti del Franchi a tifare la nostra gloriosa maglia.Mutu o non Mutu. I giocatori passano, la Fiorentina resta. Un ALE VIOLA a tutti
Gli aspetti negativi sono quelli che saltano agli occhi, anche perchè sono molti e semplici da vedere, ma proviamo a pensare a quello che va, partendo ovviamente da ciò che NON va.
CONTRO : campagna acquisti sottotono, sul profilo dei nomi la rosa si è indebolita, via un nazionale brasiliano, Melo, e via una delle tante promesse, Kuzmanovic, per il quale fu lotta per l’acquisto con il Palermo, con tanto di sparate e colpi bassi. Natali sembra destinato a rimanere uno sconosciuto, mentre Marchionni, per ora, fa venir voglia di rivedere Santana un po’ più spesso. Via anche Semioli, che in pochi rimpiangeranno. La difesa additata come reparto debole della squadra rimane la stessa, fatta eccezione per de Silvestri che, dato l’infortunio, veramente poteva essere preso a gennaio, mentre il centrocampo si “arricchisce” di Cristiano Zanetti, un po’ pochino forse, soprattutto considerando il fatto che giocare a due la in mezzo presupporrebbe una coppia stile Melo-Sissoko, e Zanetti-Donadel non si avvicinano nemmeno a quel livello. Forse si aspetta ancora che esploda Montolivo?! »» Continua a leggere »»
Prendo spunto dall’inizio dell’articolo di Sandro Picchi pubblicato ieri mattina dal Corriere Fiorentino ( leggi qui) per buttare giù alcune riflessioni che vi voglio proporre.
Dopo aver venduto Melo, Corvino ci ha detto che avrebbe reinvestito i 25 milioni ricavati, ma se andiamo a fare il “conto della serva” per ora tutta la campagna acquisti viola si limita a questi nomi Marchionni 4,8, Natali 2, Zanetti 2, Di Tacchio 1,2, Castillo 1. A parte il fatto che alcuni di questi giocatori erano già stati presi prima della cessione di Melo e che da cessioni minori la Fiorentina qualcosa ha ricavato, restano da spendere una quindicina di milioni abbondanti. »» Continua a leggere »»
di Saverio Pestuggia
Per il terzo anno consecutivo la Fiorentina gira attorno ad un nugolo di centrali difensivi per poi chiudere con la seguente dichiarazione “I centrali sul mercato non mi soddisfano, non arriverà nessuno. La nostra difesa va bene così“. Francamente Corvino opera in mezzo a delle difficoltà che noi tutti capiamo, ma comprendiamo un po’ meno le dichiarazioni del ds viola che ogni volta snocciola una serie di nomi trattati e non comprati come se dovesse giustificare il suo operato. E soprattutto quelle relative alla difesa che prima vale 6- e poi torna ad essere una delle migliori del campionato. “Nondum matura est” scriveva Esopo nella favola della volpe e l’uva. Ma quando maturerà quest’uva?