Molto probabilmente non verrà Gilardino e nessun giocatore che dovrebbe ridursi l’ingaggio solo per fare un piacere a noi. Dovremo accontentarci di quello che offre la piazza. Per il resto sono rimasto un po’ perplesso quando ho sentito ad una radio ieri sera chi parlava di sacche di malcontento che dovevano sfogarsi e che se queste sacche pretendevano di più dalla società dovevano tifare per un’altra squadra. »» Continua a leggere »»
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Premetto che non sono un giornalista, ma ne ho conosciuti diversi della Rai con i quali ho scambiato diversi punti di vista durante la mia permanenza romana. Uno in particolare, che al tempo curava la redazione sportiva radiofonica, mi diceva che secondo secondo la “dottrina” italiana del giornalismo, il nome straniero pronunciato in radio doveva essere in lingua italiana; anche la pronuncia del plurale di un vocabolo straniero, aveva la sua regola specifica. L’esempio che mi venne fatto fu quello della parola clubs che doveva essere pronunciato club (non clab, né cleb) e comunque senza la esse finale. Mi spiegarono che per difficoltà incontrate con lingue meno conosciute dell’inglese e francese, il giornalismo radiofonico si dettò delle regole. »» Continua a leggere »»
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Domenica a pranzo a casa della mia ragazza. Alle 15 c’è la partita. Non c’è sky. Come si fa? Sono a 13 Km da casa, non posso mollare tutti. Dimenticavo … tutti bianconeri. Mi vogliono bene, la partita si può vedere su internet, poco importa dell’accredito sulla bolletta, poco importa se la fede calcistica ci divide … SEMPRE. Codici su codici, PIN da inserire, non si collega. Passano le 15, niente radio, voglio aspettare, sono sicuro che anche oggi ci sarà il viola sullo schermo, anche se del PC. Tra fiesole e televisione sono anni che non perdo una partita, forse mi ha separato dalla viola solo qualche rara vacanza, se non ricordo male. NON LA VOGLIO PERDERE, sento che sarà una giornata importante, sento che i nostri ragazzi hanno bisogno di tutti, anche di me! E’ andata, ore 15:15, il cronometro segna il tredicesimo del primo tempo. ZERO A ZERO. Pronti via e uno della Reggina va via a Kroldrup, si soffre, però si gioca, mamma come si gioca. Si spinge, sulla sinistra soprattutto. Bravo Pasqual. Poi il Pazzo, come stacca, come insacca … mi guardo intorno, alzo il pugno, strozzo un grido in gola. Un po’ di contegno via … oggi gioco fuoricasa. UNO A ZERO. Avanti viola.
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Nello sconquassato ambiente calcistico dove le squadre non attaccano ma”offendono” e molti giocatori sono bravi con le “palle inattive”(a proposito ho notato un preoccupante interesse di mia moglie alla notizia)risulta sempre più insopportabile l’ipocrito fair play dei giocatori che mettono in fallo il pallone quando un avversario è a terra,fermando il gioco senza che l’arbitro abbia fischiato,salvo poi darsele di santa ragione con falli da codice penale.
Mi domando,ma perchè non si fa rispettare la tanto decantata norma che solo l’arbitro può fermare il gioco in caso che reputi grave la situazione?
Magari si potrebbe penalizzare il giocatore che rimane a terra con 3 minuti di stop a bordo campo(gestiti dal quarto uomo che è collegato via radio con il direttore di gara) se la squadra avversaria mette il pallone in out senza il fatidico fischio arbitrale.
Così si autorizzerebbe la compagine dello, nella maggior parte dei casi,pseudo infortunato a non restituire il pallone agli avversari ma a proseguire nel suo gioco.
Comunque sarebbe il caso di trovare un modo per impedire l’ipocrisia e l’antisportività della quasi totalità dei nostri eroi pallonari.
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