Grazie Mister per queste meravigliose emozioni, grazie per il grande calcio che la Fiorentina è espresso e stà esprimendo in questi anni, grazie per averci portato in alto in Europa e che senza quel buzzurro di arbitro potevamo essre ancora più in alto,grazie per essere sincero, schietto, onesto, pacato e allo stesso tempo così guerriero mai domo,grazie per aver guidato tutti questi ragazzi e aver trasformato erbacce in rose, giocatori quelsiasi in futuri piccoli campioni,grazie per aver cambiato questa tifoseria, per averla di nuovo appassionata al vero calcio, alla lealtà, al bel gioco,grazie per aver tollerato fin qui le bugie dei Della valle, non solo a te ma ad una città intera,grazie per aver per aver sorriso a colui che con parole incomprensibili vorrebbe strapparti i meriti di tanti successi e di anni indimenticabili,senza praticamente aver fatto niente, prendendoseli, mettendosi in conpetizione, organizzando conferenze stampa quando non c’era niente da dire anzi, andando spesso controcorrente alle tue richieste, tu sorridi, pensi alla tua STELLA e segui la tua strada, rincuorato da quei cori che lo stadio ti regala; qualcuno gioirà per la tua partenza, ma tanta gente asciugandosi una lacrima dirà che con il tuo addio una delle Fiorentine più belle di sempre è morta, uno dei più grandi allenatori ci è sfuggito tra le mani. Grazie Cesare grazie con il cuore.
Stiamo per entrare nei giorni più importanti della stagione. La partita contro il Bayern è alle porte,e normalmente,relegherebbe in secondo piano l’anticipo di sabato.Ma il calendario vede arrivare a Firenze la rivale più odiata,per anni più potente,quella per intenderci dalle maglie bianche e nere.
Snobbare l’impegno di sabato sarebbe come dimenticarci chi siamo,da dove veniamo,quanto abbiamo sofferto.Certo non è più la partita dell’anno come anni fa,ma non è nemmeno una partita come le altre.Non lo sarà mai.Non ci dovrebbe essere bisogno, ma potrei anche snocciolare quello che ci hanno rubato,scudetti,Uefa e decine di singole partite,basterebbe quello per andare allo stadio a fargli capire che Firenze non dimentica,e che per loro non è e non sarà mai una trasferta facile.
Per i giocatori trovare stimoli e gambe non sarà un problema,quello che chiediamo tutti è che mettano il cuore e che onorino la maglia come sempre. »» Continua a leggere »»
Chi mi conosce, e in particolare l’esimio e amico Dr. Pestuggia, sa benissimo quanto sia cristallina la mia fede viola. Faccio questa premessa perchè quello che sto per dire risulterà probabilmente impopolare e potrebbe far sorgere dubbi.
Sono fermamente convinto che una squadra come la nostra nell’ambito di un campionato, nel bene e nel male, sia legata agli episodi positivi e negativi.
Se vogliamo essere onesti non possiamo ignorare che negli ultimi anni oltre che bravi, nei momenti cruciali, molti episodi sono stati a nostro favore. Per parlare dell’ultimo anno ricordo la rimonta da 3-0 a 3-3 col Genoa, alcuni gol segnati in estremis, tipo Fiorentina-Chievo, macchiato per giunta da un fallo di Mutu a centrocampo non rilevato dall’arbitro, parate di Frey molto fortunate oltre che miracolose. Spesso ci è girato tutto per il verso giusto. Ed era indispensabile, perchè tutte le squadre, a meno che non siano straordinariamente più forti, come l’Inter adesso, per far svoltare una stagione in positivo hanno bisogno che al momento opportuno gli episodi siano a favore. Quest’anno invece tutto ci gira torto, dal gol non visto in Fiorentina Lazio, alle topiche di Ovrebo e Rosetti. L’anno scorso il tiro di Pato non sarebbe passato tra le gambe di Frey ma sarebbe finito su un tacchetto e deviato in calcio d’angolo. Per non parlare poi della serie di infortuni e sventure capitate, da Gamberini a Zanetti per finire a Mutu. Credetmi, non c’è niente da fare, quando gira male, gira male e non c’è niente da fare. Quest’anno è andata così, mettiamoci l’animo in pace e speriamo che il prossimo anno sia migliore
Finita una battaglia, senza neanche il tempo di ripensare agli errori commessi, ecco che inizia nuovamente la guerra. Guerra sportiva ovviamente, fatta di sudore, coraggio e tanta fortuna. Già, la fortuna, quella dea bendata che in questa stagione sembra non volersi fermare troppo spesso dalle nostre parti. Non che in passato si sia concessa a noi con irrefrenabile generosità, ma qualche “capatina” non se l’era certo risparmiata, anche semplicemente per ricordarci della sua imperfetta imparzialità.
Quest’anno, forse più di altri, ne avevamo bisogno e l’abbiamo invocata. Lei ha risposto inviandoci infortuni, neve ed il “buon” Ovrebo. Cose che succedono: qualche volta gira, altre girano. L’importante è metterci comunque il cuore. »» Continua a leggere »»
Il naufragio è iniziato, l’orchestrina suona e noi andiamo a fondo. Ed ecco la champions league, i violini timidamente cercano di farsi sentire, come se questa partita volesse veramente dire qualcosa nella nostra stagione. Stiamo, con tutta probabilità, per andare incontro all’ennesima disfatta stagionale, ma il punto vero è che siamo pieni zeppi di problemi, societari e di squadra.
Adesso spero si capisca meglio quanto è importante criticare ciò che viene fatto male nel momento in cui viene fatto male (e non quando non c’è più niente da fare…) e magari quando ancora le cose vanno bene, in modo da non essere presi alla gola dalla paura e dalla depressione nel momento del travaglio. La paura del confronto o della critica è un atteggiamento infantile, ideologico e dannoso. Il buon Dio ci ha dotati di una ragione capace di analizzare le situazioni sulla base di fatti, di esperienze e di semplice logica, così da poterne dedurre in anticipo le conseguenze. Andare avanti semplicemente dicendo “va tutto bene e quindi andrà sempre tutto bene” senza chiedersi perché sta andando bene e se la strada che si sta seguendo sia veramente quella più giusta, è atteggiamento di una stoltezza unica. Ma questo è il nostro mondo, un mondo che non sa più ragionare. Meno che mai gli addetti ai lavori.
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di Saverio Pestuggia
Che fine ha fatto la campagna acquisti di gennaio? E’ stata messa in naftalina a giudicare dalla formazione messa in campo ieri da Cesare Prandelli. Cominciamo da Felipe a cui sono stati preferiti Gamberini e Kroldrup: il primo è uscito subito e ne avrà per un bel pezzetto, mentre il danese è stato autore di una prestazione certamente insufficiente. Passiamo a Bolatti anche lui in panchina per far spazio a Donadel dopo una buona prestazione domenica contro la Roma. Il tecnico potrebbe rispolverarlo per Monaco cambiando il modulo e piazzando il nazionale argentino davanti alla difesa. In avanti Ljajic è entrato a pochi minuti dalla fine ed ha mostrato di non essere da meno degli esterni che scendono attualmente in campo. Infine Keirrison del quale Prandelli ha chiaramente detto che non è pronto per scendere in campo e sostituire uno spentissimo Gilardino. Se non è una bocciatura questa… Ma Corvino sarà d’accordo?
Cara redazione e cari tifosi, vorrei proporre una fiaccolata per il nostro Mister, un qualcosa che possa spazzare via ogni suo dubbio , una marcia che possa riaccendere o alimentare alimentare ancor di più quel feeling speciale che lega noi e Cesare. Una fiaccolata per ricordare a quest’uomo l’amore immenso e la riconoscenza che proviamo per lui. Parlo a David Guetta, a Saverio pestuggia, a Leonardo Bardazzi, a tutti voi di Radio Blu e anche ai vertci del tifo organizzato. Non aspettiamo che arrivi primavera che sia troppo tardi…..organizziamo questa marcia che termini sotto casa di Prandelli, intasiamo la strada e facciamogli sentire il nostro affetto anche fuori dal Franchi. Chi è con me lo sciva, lo dica e vi prego, parlatene al Pentasport, ascoltano più voi di un povero tifoso sognatore legato ancora alle bandiere. ciao Filippo