“Amo i giocatori di carattere anche se sono un po’ matti. Preferisco un talento un po’ matto che un giocatore normale e docile, il carattere è un punto di forza”. Queste parole sono state rilasciate da Sinisa Mihajlovic a Sky Sport e ci fanno subito pensare a quanto sia differente il pensiero del tecnico serbo rispetto a quello di Prandelli che invece, Mutu a parte, ama portare con sé ottimi giocatori ma anche bravi ragazzi. Insomma un cambio deciso rispetto al passato ed è quello che Pantaleo Corvino andava cercando visto che se avesse portato un allenatore simile al Mago di Orz sarebbe stata comunque una brutta copia di Prandelli.
Con Mihajlovic questo rischio non si corre, il nuovo mister viola è esattamente all’opposto. Speriamo invece non sia così nei risultati ottenuti a fine stagione e che almeno in questo settore le cose in seno alla Fiorentina non debbano cambiare.
Spes
Ecco la lettera aperta di Cesare Prandelli per salutare tutti i tifosi viola:
A chi mi incontra per strada e mi chiama “Cesare”; a chi ha preso la pioggia, il sole, il vento al Franchi; a chi ha fatto le vacanze a Folgaria, a Castelrotto e a Cortina;
a chi ha pianto per un rigore sbagliato o per la gioia di Anfield; a chi ci ha creduto come me e si è emozionato per una solitaria bandiera viola ad una finestra;
a chi ha pensato che, nonostante sbagliassi qualche cambio, ero comunque una persona per bene; a chi ha saputo capire ed apprezzare il significato del silenzio;
a chi ha fatto centinaia di chilometri per dire “io c’ero”, quelli di Verona, di Torino e che hanno pianto di gioia con noi; a quelli che ci aspettavano all’aeroporto la notte per cantare “forza viola”;
a chi urlava “falli correre” e a chi ha corso; a chi mi diceva, toccandomi ogni volta l’anima, “Grande Mister, uno di noi” oppure “parlare con te è come se parlassi con un parente”, fratello, zio cugino, padre non fa differenza.
A tutti, a Firenze con la sua eleganza un po’ malinconica, la sua diffidenza e la sua generosità, devo dire solo due cose: grazie e vi porterò sempre nel mio cuore.
Cesare Prandelli
Finalmente la farsa innescata dai fratelli Della Valle con la famosa dichiarazione fatta da Diego alla Gazzetta dello Sport è terminata e il grande patron è tornato a parlare dichiarando che i tifosi viola devono stare tranquilli anche se la squadra si è trovata all’improvviso senza allenatore. Ma ci prende per zulù con l’anello al naso o per sprovveduti che non sanno come vanno le cose nel calcio? Vorrei chiedere al Dottor Della Valle come mai dal settembre del 2009 la Fiorentina si è trovata improvvisamente senza presidente e come mai lui si è improvvisamente defilato nel giorno in cui Prandelli confermava di rimanere sulla panchina viola anche nel 2011. Il progetto viola prevedeva il fatto di vincere qualcosa di importante entro il 2012-2013 e l’unico allenatore che poteva farlo era Cesare Prandelli, grande uomo, grande allenatore, aziendalista ma che aveva il pregio di dire la verità e di non piegarsi ai giochini dei 2 fratelloni che un anno investivano 50 milioni di euro e l’ anno dopo rientravano per ripicca perchè qualcuno non aveva dato loro quello che gli era stato promesso. I Della Valle volevano già da tempo togliersi di torno il grande Cesare, forse già dai tempi della cessione di Mutu alla Roma, perchè faceva loro ombra e perchè era amato alla follia dal popolo viola (Diego si è defilato dopo la partita in casa con l’Udinese perchè Prandelli era stato applaudito e lui, patron viola, non era stato manco considerato). E così hanno messo su un giochino meschino che si chiama “scaricabarile” ed hanno messo in condizione il grande Cesare Prandelli di andarsene. »» Continua a leggere »»
di Saverio Pestuggia
Vi ricordate quando da bambini giocavate (forse) a “Guardie e Ladri” e c’era nel gioco l’opzione denominata ” Bomba libera tutti”? Se sì, certamente vi riconoscerete nel momento che sta vivendo la Firenze calcistica da qualche giorno. Tutti contro tutti, prandelliani che accusano i sostenitori della società, dellavalliani che gettano la colpa sul mister viola per la stagione deludente.
La polemica, sopita solo grazie ai risultati degli ultimi anni, si sa è nell’animo di Firenze e di noi fiorentini. Del resto anche Cesare Prandelli nella cerimonia di consegna del Fiorino d’oro ebbe modo di dire ” a volte mi chiedo chi me l’ha fatto fare di venire a Firenze dove si litiga tutti i giorni?”.
La polemica è normale presso i viola club oppure nei bar frequentati dai tifosi, ma diventa una cosa anomala quando a rilanciarla con forza (ma perché?) sono i mezzi d’informazione che amplificano il tutto cavalcando una fazione e brandendo una clava molto pericolosa. Cerchiamo tutti di tornare alla normalità senza eccessivi ” schiamazzi” altrimenti il giocattolo potrebbe sfuggirci veramente di mano. »» Continua a leggere »»
Amore, follia, passione.Tre aggettivi che sono basilari in una grande storia d’amore;niente freddezza, niente paure ne pensieri , tutto vola, il resto che deturpa resta a terra, lontano anni luce da una realtà che ci potrebbe far precipitare, tutto resta immobile finchè il sogno o la realtà svanisce e le fottute ombre di un presente stropicciato di giornali ci fanno sobbalzare da un sonno profondo fatto di promesse, pasione, amore , follie, vittorie, applausi, cori, colori, sciarpe, trasferte, bisbocce, code di macchine con tifosi festanti , motorini claxonanti, bandiere al vento e un coro che rimboma al piazzale:”Siamo noi, siamo noi, i campioni dell’Italia siamo noi….”.Poteva andare così ma non lo è stato. »» Continua a leggere »»
di Saverio Pestuggia
Scusatemi, ma non ci sto. Dopo mesi di dichiarazioni univoche sul fatto che la società avrebbe continuato con Prandelli e che il gruppo sarebbe stato unito, adesso la società comunica che “Abete ha chiesto ad Andrea Della Valle di poter prendere contatto con Cesare Prandelli. Preso atto che la richiesta riguardava la Nazionale Italiana, Andrea Della Valle ha manifestato al dott. Abete la disponibilità della Società di rimettersi alle decisioni del proprio allenatore”.
Ma solo dieci giorni fa, dopo la gara con il Siena l’ex presidente aveva dichiarato “Fidatevi di questa proprietà, faremo un bel gruppo, abbiamo mesi per lavorare nel mercato e se stiamo tutti uniti possiamo ripartire alla grande. Nelle prossime settimane ci incontreremo con Prandelli, Corvino e vedremo… Abete non mi ha chiesto Prandelli, Corvino è stato chiaro sul futuro del nostro mister quindi non c’è da preoccuparsi, Andrea non vi deluderà”.
Ditemi voi se ci può essere in queste parole una sorta di continuità d’intenti. A me sembra di no. E quindi dobbiamo fare un paio di considerazioni: o la famiglia Della Valle non ha le idee chiare (e francamente non lo credo) o forse ha bluffato per mesi davanti a tifosi e stampa. »» Continua a leggere »»
Con la loro faccia tosta ci diranno che non si poteva ,per amor di patria, respingere la richiesta della federazione oppure che il rapporto era ormai logoro che era venuta meno la fiducia reciproca che non si poteve tenere un allenatore scontento. Tutto fumo negli occhi per quelli che TUTTI i protagonisti ritengono dei poveri gonzi( noi tifosi). La verità è che il sig. Diego della Valle dovrebbe rispettare e far rispettare i contratti, non solo a parole (parolaio). Il sig Prandelli dovrebbe rispettare i contratti, a costo di stare un anno fermo, se licenziato, senza pensare al portafoglio (parolaio). E’ anche vero che questi piccoli uomini pieni di soldi rappresentano la nostra società dove ciascuno di noi non sa resistere,salvo rare eccezioni, al ricatto del” vuoi la fattura o preferisci pagarmi al nero?”, dove politici al vertice e non abitano case di enti con affitti ridicoli per le loro entrate,dove ministri si fanno pagare gli appartamenti,dove il presidente del consiglio utilizza appena può la legge ,che sembra fatta apposta, sulla casa per ampliare la sua villa in Sardegna. »» Continua a leggere »»