I gobbi visti da vicino …
Scusate, ma non ci ho capito niente. Se ieri sera non avesse segnato il Gila giuro che mi sarei messo a piangere. La Juve mi sembrava una corrazzata, di quelle che fanno un gol e poi lasciano girare la palla. Noi eravamo spauriti, forse impressionati, secondo me, dalla differenza di valori e di intensità tra uno Slavia Praga prima esaltato dai giornali e poi sottomesso sprattutto sul piano del gioco, e una Juve forse troppo forte, troppo squadra. Sarà che la serata è iniziata male, perchè appena arrivato in ferrovia, dopo anni tra fiesole e maratona, scopro che si devono rispettare i posti, e il mio è un seggiolino a dieci metri dalla tribuna dal quale bisogna fare cucù tra due vetri per scorgere un pezzo di campo. Sarà che la fiesole è così lontana che non si sente, e i gobbi cantano in dieci, o quindici al massimo, cori da terza elementare (un solo grido un solo allarme …), ma gli va dato atto che fanno casino e un po’ ti brucia. Sarà che noi invece dopo il gol di Nedved un po’ ci afflosciamo, anche se quando lo stadio canta all’unisono “Viola alè” è roba da pelle d’oca. Sarà … ma a me cominciano a tremare le gambe, perchè tutto quello che ho sognato per un’estate stenta ad avverarsi, e io lo vorrei subito. »» Continua a leggere »»
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