L’Italia di Marcello Lippi porta via da Sofia un punto che non sconteta gli azzurri, ma che nemmeno li appaga. Un punto è meglio di niente, certo, anche perchè il gioco visto ieri non è stato nè spettacolare nè tantomento convincente. Gli inserimenti dei nuovi non hanno brillato e solo Gilardino e De Rossi hanno sfiorato la rete: per il resto prestazione decisamente incolore. Male Di Natale, molto male il “nostro” Riccardo Montolivo che non ha mai inciso in una serata che per lui era importante: forse il centrocampista non si è ancora ripreso dalle fatiche dell’Olimpiadi, quello che è certo è che, se si esclude la gara di domenica scorsa con il Chievo, in questo inizio di stagione non ha quasi mai brillato. »» Continua a leggere »»
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Il calcio è uno sport che sa dare emozioni indescrivibili e allo stesso tempo grandi delusioni. La cosa incredibile è che spesso è la stessa tecnica a farti esultare per ore e ore e a farti disperare pochi anni dopo. A Berlino l’Italia vinse un titolo mondiale grazie ai rigori e al famoso Fattore C. Adesso sono passati solamente due anni e gli stessi calci di rigore hanno eliminato gli azzurri dall’Europeo di Austria e Svizzera. Alcuni volti non sono cambiati da quelli di due anni fa, le loro espressioni però sono totalmente diverse. Prendiamo Fabio Grosso: eroe delle magiche notti del 2006, a Berlino realizzo il gol decisivo e corse per tutto il campo perché l’Italia – umiliata e derisa da tutto il mondo per quello che stava succedendo con Calciopoli – in campo aveva dimostrato di essere la formazione più forte. Poche ore fa Grosso ha realizzato il primo rigore per l’Italia, ma ciò non è bastato perché stavolta i Campioni del Mondo sono usciti. Ed ecco che quella corsa – matta e bellissima – è diventata un timido rientro negli spogliatoi, con gli occhi gonfi di lacrime. A bordo campo guarda impassibile Fabio Cannavaro: due anni fa costruì con Buffon una diga insuperabile, capace di prendere solo due reti in tutta la rassegna mondiale. »» Continua a leggere »»
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