Dossier rigori

Domenica 16 novembre ore 16.45 l’arbitro fischia e finisce un’altra partita da incubo:Cagliari-Fiorentina 1-0 (Acquafresca) e ce ne torniamo a casa con la coda fra le gambe ma soprattutto senza punti in tasca.Tutto è iniziato da quella maledetta sera del Renzo Barbera quando Gila ha segnato con la mano(gol regolarissimo visto che il braccio di Alberto viene toccato dal ginocchio di Dellafiore e poi quello sarebbe anche rigore ed espulsione visto che è da ultimo uomo).Due giornate di squalifica per il bomber di Biella che quindi salta Inter e Siena;nella prima partita non ci viene concesso un rigore netto su Pazzini mentre nella seconda c’è un altro episodio da rigore ma che puntualmente non ci viene concesso,per non parlare poi del rigore inesistente che viene concesso all’Atalanta ,dello strattonamento in area di Matheu su GilaGol che gli impedisce di battere a rete di testa e del rigore che si è inventato,su Acquafresca,l’arbitro se così si può definire.Risultato:abbiamo preso 4 punti invece dei 12 che ci spettavano quindi siamo settimi invece di essere primi a +1 sull’Inter.Adesso tutti parlano di superInter,di Milan rinato,di Juve fantasmagorica,di Udinese sorprendente,di Napoli da scudetto e di Lazio fenomenale io rispondo solo ricordando due episodi: tuffo carpiato di Inzaghi che è valso la vittoria del Milan e capriola di Lavezzi contro l’Atalanta(Manfredini prende la palla in modo netto e poi lo tocca).  »» Continua a leggere »»


Gila-Mutu una coppia tutta d’oro

Nel calcio non esistono leggi matematiche. Non si può sapere con certezza come andranno le cose, quando renderà una squadra o un singolo calciatore. Di certo la Fiorentina potrà sentirsi con la coscienza in pace per quanto concerne la coppia d’attacco della prossima stagione: con Gilardino e Mutu, Prandelli ha a disposizione un potenziale enorme. Non si può essere sicuri al 100%, a questo mi riferivo in apertura, che il “Gila” torni ad essere quello di Parma, capace di segnare nelle sole gare di campionato 47 reti in due anni e, più nel dettaglio, 41 reti in una stagione e mezzo (dal gennaio 2004 al giugno 2005), da quando cioè se ne andò Adriano e Gilardino divenne il centravanti titolare. Ma ci sono tutti i presupposti che questo possa accadere. Il primo di questi porta il nome di Cesare Prandelli, l’allenatore che sedeva sulla panchina del Parma quando Alberto è passato dalla categoria “giovane promessa” a quella “grande bomber”. »» Continua a leggere »»