Salve,
mi chiamo Marco Camarri e da 31 anni sono un fedelissimo tifoso Viola. Giovedì arrivano i Rangers di Glasgow e ritengo doveroso sostenere da vicino i miei beniamini. I biglietti sono introvabili ma ho in mano un biglietto di Curva Marione (ex Ferrovia) ridotto cedutomi da un’amica impossibilitata a partecipare all’evento. Sabato 26 aprile, due giorni dopo la data di emissione del biglietto mi reco nella stessa ricevitoria autorizzata richiedendo il cambio di titolarità contestualmente al pagamento della differenza dovuta per il biglietto intero. »» Continua a leggere »»
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Dov’è l’etica sportiva ? Si parla spesso di fair play che significa “il valore supremo dell’etica sportiva”; io non vedo nel mondo sportivo che questo concetto viene applicato, ormai conta solo di vincere a tutti costi e con tutti i mezzi !! Anche i Giochi Olimpici hanno perso il senso sportivo del “conta il partecipare” eppure tanto tempo fa è nato per riunire il mondo intero avendo onore di conoscere i grandi campioni di tutti i tempi….Sappiamo che per vincere ci vuole un’elevata competenza professionale, grande autostima, immensa fiduca e onestà. Ecco, in questo caso possiamo parlare di fair play… le emozioni influenzano sempre la prestazione fisica …vincere è questione di un buon equilibrio psicofisico … Klara
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Nello sconquassato ambiente calcistico dove le squadre non attaccano ma”offendono” e molti giocatori sono bravi con le “palle inattive”(a proposito ho notato un preoccupante interesse di mia moglie alla notizia)risulta sempre più insopportabile l’ipocrito fair play dei giocatori che mettono in fallo il pallone quando un avversario è a terra,fermando il gioco senza che l’arbitro abbia fischiato,salvo poi darsele di santa ragione con falli da codice penale.
Mi domando,ma perchè non si fa rispettare la tanto decantata norma che solo l’arbitro può fermare il gioco in caso che reputi grave la situazione?
Magari si potrebbe penalizzare il giocatore che rimane a terra con 3 minuti di stop a bordo campo(gestiti dal quarto uomo che è collegato via radio con il direttore di gara) se la squadra avversaria mette il pallone in out senza il fatidico fischio arbitrale.
Così si autorizzerebbe la compagine dello, nella maggior parte dei casi,pseudo infortunato a non restituire il pallone agli avversari ma a proseguire nel suo gioco.
Comunque sarebbe il caso di trovare un modo per impedire l’ipocrisia e l’antisportività della quasi totalità dei nostri eroi pallonari.
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