
Prandelli è l’oro di Firenze? Forse è un pò troppo come affermazione…che sia diventato stimato e amato da tutti i fiorentini questo è sicuro! Come riportato nel “Corriere Fiorentino” di oggi (27/03/08 ndr), la Firenze calcistica si è innamorata di questo uomo…perchè prima di essere l’allenatore della sua squadra di calcio…è un grande uomo! “E come ad un fratello o ad un figlio Firenze è rimasta accanto nel momento più difficile, quello della scomparsa di Manuela, il novembre scorso. Un calore umano che Prandelli non ha dimenticato e che poche settimane fa gli ha fatto dire che «non tradirà mai Firenze »
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Nello sconquassato ambiente calcistico dove le squadre non attaccano ma”offendono” e molti giocatori sono bravi con le “palle inattive”(a proposito ho notato un preoccupante interesse di mia moglie alla notizia)risulta sempre più insopportabile l’ipocrito fair play dei giocatori che mettono in fallo il pallone quando un avversario è a terra,fermando il gioco senza che l’arbitro abbia fischiato,salvo poi darsele di santa ragione con falli da codice penale.
Mi domando,ma perchè non si fa rispettare la tanto decantata norma che solo l’arbitro può fermare il gioco in caso che reputi grave la situazione?
Magari si potrebbe penalizzare il giocatore che rimane a terra con 3 minuti di stop a bordo campo(gestiti dal quarto uomo che è collegato via radio con il direttore di gara) se la squadra avversaria mette il pallone in out senza il fatidico fischio arbitrale.
Così si autorizzerebbe la compagine dello, nella maggior parte dei casi,pseudo infortunato a non restituire il pallone agli avversari ma a proseguire nel suo gioco.
Comunque sarebbe il caso di trovare un modo per impedire l’ipocrisia e l’antisportività della quasi totalità dei nostri eroi pallonari.
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Si sa, i bambini prodigio affascinano, hanno quel che di sovrumano e mai banale. All’inizio prendono, coinvolgono, rubano sguardi e pensieri, fanno vociferare di loro. Ma alla lunga le pretese prendono il sopravvento, i prodigi non bastano, ci vorrebbero i miracoli, e quelli neanche i geni come loro li sanno fare. I bambini prodigio non hanno tempo da perdere. Non loro magari, ma i loro genitori sono frenetici, ambiziosi, calcolatori, mettono da parte le attenzioni e l’affetto per far spazio agli interessi. La Fiorentina, almeno questa Fiorentina, è nata da appena cinque anni, quasi sei. Ha mosso bene i primi passi e adesso è pronta quasi a iscriversi alla prima elementare. La Fiorentina ha stupito, sedotto e affascinato, ha corso come una pazza su e giù per l’Italia per non restare indietro, ha rincorso punti sottratti, restituiti, sommandoli con quelli, tanti, conquistati. Non ha perso la faccia, ha chiesto pochissimo, ma ha dato molto, ma molto di più. E adesso che vogliamo fare noi genitori, nonni, zii, fratelli o magari solo amici della nostra piccola Fiorentina prodigio?! Vogliamo chiedere, pretendere, sotterrare la nostra creatura sotto un cumulo di pesanti richieste?! No, noi no. Noi non lo faremmo mai. Lasciamo che lo facciano altri, costretti magari dal dovere di riempire pagine di giornali. Continuiamo a credere, non partendo battuti, ma almeno consapevoli che così potrebbe essere, e non ci sarebbe niente di catastrofico. I bambini prodigio crescono, hanno una vita davanti, ed ogni anno potrebbe essere migliore di quello precedente. Ai bambini prodigio bisogna dare spazio e tempo, perchè all’inizio sono piccoli in un mondo di grandi, però poi crescono, e se crescono bene allora si che ci sarà da divertirsi. Ci vediamo presto … piccola grande Fiorentina.
Francesco B.
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