La frenata di Corvino e la calcolatrice rotta

In poco più di un’ora Pantaleo Corvino ha spiegato il mo­mento della Fiorentina e del pallone italiano e cosa serve a entrambi per restare competitivi. Metà ds e metà dg, è passato con disinvoltura dal mercato spicciolo alle leggi che governano il nostro calcio. Lo ha fatto con i suoi modi schiet­ti e le sue battute, incespicando un po’ su vocaboli meno usuali come «gentlemen agreement». Ma se la lingua sbat­te dove l’inglese duole, la visione e gli obiettivi restano chia­ri e fluidi: le clausole rescissorie sono quasi pronte. Prezzi fissati e chi vuole andar via, non ha che da dirlo e portare un club in grado di pagare. Addio concetto di bandiera: la Fiorentina vuole tenere i migliori, ma non a forza. Fin qui tutto bene. Meno bene quell’invito a guardarsi indietro anzi­chè avanti. E non perchè si pretenda dalla Fiorentina lo scu­detto, ma perchè è naturale impostare il lavoro per poter salire ancora. E qui veniamo a ciò che non ci torna. »» Continua a leggere »»