
Si narra che te ne andrai. Beh, che dire. Ti abbiamo sbeffeggiato, ci abbiamo riso su, du’ pizze a’i’ quindici Osvaldo, perchè cibarsi del tuo nome dopo aver riempito la pancia di Toni e furmini non è stato facile. Poi abbiamo assaggiato le tue magie, gustato la tua esuberanza, riso increduli ai due gol di Livorno. “Questo è forte”, sussurrava una parte di noi, “Si, ma con Toni…”, altri, “Fortunato”, all’inizio. Alla fine però la nostra fortuna l’hai fatta tu, marchiando in maniera indelebile il successo di Torino, perdonatemi, il doppio successo, perchè quel gol con la Juve nessuno lo scorderà per un bel pezzo. Si dice che te ne vai allora, proprio adesso che ci eravamo affezionati. Si dice che ora vali un bel po’ e che è difficile non cedere a certe lusinghe economiche e alle sirene inglesi. »» Continua a leggere »»
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Firenze – Torino. Torino – Firenze. Tutto in un giorno. Un viaggio, ma nella mente sono mille. Inizia dalla C2 e finisce oggi, passando per Perugia nello spareggio per la A, da Verona sponda Chievo quando la Champions era nostra prima che ce la togliessero. Rivivo i rigori della semifinale seduto al mio posto con la sciarpa al collo e faccio per un attimo cambiare direzione ai tiri di Bobo e Liverani, penso a come sarebbe stato.
Un viaggio bello anche se sotto la pioggia, macchine con sciarpe viola, tifosi con il sorriso e la voglia di arrivare. »» Continua a leggere »»
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Quelli della mia età sono molto più adusi dei giovani ai controlli e alle analisi.Pertanto tutto questo miele che scorre a fiumi anche su questo blog ci preoccupa un pò.Passata la sbornia per il grande risultato ottenuto,per la terza volta consecutiva,dalla nostra banda viola,bisogna ragionevolmente ricominciare a pensare a dove siamo e a cosa ci aspetta.Per due giorni da domenica pomeriggio,passando per la fantastica festa allo stadio, tutti i protagonisti, dai calciatori all’allenatore ai dirigenti e alla proprietà,sono stati definiti con le iperboli più simpatiche e,nel contempo,più esagerate.
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Hanno provato in ogni modo ad avvelenare il clima: negli ultimi 4 mesi (da dopo l’eliminazione Champions del Milan con la “Fiorentina d’oltremanica”) hanno tentato ogni cosa pur di deconcentrare la squadra e creare spaccature tra Firenze e la Fiorentina o dentro la società viola.
Prima i continui proclami sul Milan che avrebbe fatto 12 (poi 11, 10, 9…) finali, poi lo stillicidio di dichiarazioni in chiave trionfalistico che arrivavano da Milanello… Fin qui niente di male: è il gioco delle parti e ciascuno deve tirare l’acqua al suo mulino. Poi è arrivato l’ordine dall’alto: usare la stampa nazionale e nordista, con qualche quinta colonna in regione ed inc ittà (vedi sfogo di Corvino) contro i viola. Mutu alla Roma, Frey al Milan, Prandelli all’Inter, Pazzini al Genoa, o ancor più destabilizzanti le voci in entrata: manca un terzino sinistro, manca un mediano, la punta che manca ai viola… »» Continua a leggere »»
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Minuto trentadue della ripresa. Torino e Fiorentina sono ancora ferme sullo 0-0, il Milan sta vincendo con l’Udinese e sta portando via il quarto posto ai viola. Ci vuole una magia, un’invenzione: Prandelli in panchina sembra preoccupato (come confesserà a fine gara). Dalla destra Jorgensen fa partire un interessante cross, Osvaldo si alza il pallone con la testa, sta preparando la rovesciata. Fermo immagine. Il pallone è in area, i tifosi si abbracciano tra di loro perchè sentono che qualcosa di grande può accadere. E’ una frazione di secondo, sembra un’eternità. Tutte le scaramanzie sono accettate: chi cambia posto allo stadio, chi preferisce tirare fuori dall’armadio una sciarpa portafortuna e darla alla ragazza che ama, chi stringe forte un cuscino viola. Scaramanzie su scaramanzie per invertire un risultato fino ad ora negativo. In quei settantasette minuti andava bene qualsiasi cosa pur di far segnare la Fiorentina. Ed ora tutti erano aggrappati a quel pallone in area pronto ad essere colpito dal numero nove viola. Che non sarà Batistuta, ma regala sempre grandi soddisfazioni. Il fermo immagine è andato via all’improvviso, il pallone è in rete e nessuno ci crede: un gol meraviglioso. A Torino è l’apoteosi. A Firenze le persone si guardano negli occhi come per dire: “E’ fatta”. Dopo tre minuti di recupero Farina fischia la fine delle ostilità e tutti tornano ad abbracciarsi. »» Continua a leggere »»
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18 Maggio 2008,un giorno che tutti noi porteremo sempre nel cuore.Sì proprio così perchè non dimenticheremo mai la fantastica cavalcata della banda di Orz su e giù per lo stivale che è culminata in quella magnifica rovesciata di Pablo Daniel OOOOOOOsvaldo.Tutto è iniziato 6 anni fa,quando dopo il fallimento la famiglia Della Valle rilevò la Viola ripartendo dalla C2,passando per la B ed infine per il primo anno di A.Nell’estate del 2005 inizia il vero ”progetto” Fiorentina partendo dall’arrivo del grande uomo che siede sulla panchina della Viola;Prandelli conquista fin da subito Firenze e i fiorentini e conquista anche per 2 anni consecutivi l’accesso ai preliminari di Champions League che poi non verranno mai giocati dal team viola per i motivi che tutti conoscete.Quest’anno però niente e nessuno ci potrà togliere il sogno di giocarla partendo dai preliminari e ringrazio personalmente tutta la FIORENTINA per averci regalato questo sogno.Vi ringrazio tutti uno ad uno:GRAZIE alla famiglia Della Valle che ha speso la bellezza di 130 milioni di euro per allestire la Fiorentina;GRAZIE mister Prandelli perchè sei il condottiero di questi ragazzi,perchè sei il miglior allenatore mai visto a Firenze, in Italia e nel mondo,perchè sei un grande uomo;Grazie Corvino perchè hai allestito uno squadrone e scovato talenti in giro per il mondo
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Si gode il suo grande momento Firenze,lo fa grazie ai suoi eroi;eroi di sani principi,tutti casa e campo.
La forza della Fiorntina è anche questa,essere persone semplici nonostante ci siano grossi guadagni.
Ragazzi genuini che non si perdono come molti in questo mondo fra lustrini e paillettes;valori sicuramente trasmessi anche da Cesare Prandelli…lui che nel momento piu’duro della sua vita non ha abbandonato i “suoi”ragazzi.
Tutti insieme,uniti nella gioia e nel dolre.
Di questo dovrebbero prenderne atto alcuni giornalsti che ieri non hanno esitato ad avanzare insinuazioni su un possibile anno sabatico del mister.
Se avesse voluto si sarebbe già fermato ma,siamo certi che gli affetti a lui piu’cari non vogliono questo e da lassu’una parte del suo cuore lo aiuterà ad andare avanti perchè sa che il calcio è anche un’altra parte della sua vita.
Rosaria d.v.
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