Dopo l’ultima guerra,che fortunatamente non ho vissuto, il desiderio di tutti era quello di riempirsi la pancia , in barba ai periodi di stenti e di fame appena passati (avevo a malapena l’età della ragione però questo me lo ricordo). La gente , alla domenica , comprava un pollo che finiva arrosto ed era una festa. Poi negli anni le cose sono cambiate e ora si cerca di fare più soldi non per comprare un pollo ,che magari “schifiamo”tutti i giorni, ma per vincere la gara a chi ne compra di più. Così qualche anno fa si cercava di entrare in cl (coppa dei campioni) per il lustro e l’onore che ti dava il parteciparvi. »» Continua a leggere »»
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Siamo stati buttati fuori da una squadra brutta e catenacciara. Il gioco degli scozzesi è roba da fare invidia alla famosa Inter del mago Herrera o anche al Padova del mitico Nereo Rocco e così gli scozzesi si ritroveranno in finale a combattere contro un altro bel catenaccio , un pò più di qualità,come quello con il quale i russi hanno liquidato Toni e compagni. »» Continua a leggere »»
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Non ce ne vogliano i milioni di lavoratori che oggi si godono, giustamente, la loro festa. Ricordati, doverosamente e senza retorica, i caduti, ormai quasi giornalieri, dobbiamo registrare che per una “piccola” città del centro che si chiama Firenze oggi è un primo maggio particolare. Le bandiere saranno solo viola e questo colore sarà per tutti compiendo, così, per una volta ancora il prodigio di unificare i pensieri, al di là dei sentimenti di partito. »» Continua a leggere »»
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Con i risultati odierni il Milan si è riavvicinato e ha, per così dire, rialzato la cresta. La mia sensazione (sensazione non speranza) è che nella prossima giornata torneremo a più quattro e,dopo la qualificazione alla finale di Uefa,festeggieremo il quarto posto nella partita interna con il Parma. »» Continua a leggere »»
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Va bene che ce l’aveva detto anche il poeta, nella aulica spiegazione del moderno weekend, con la poesia “Il sabato nel villaggio”. Ma ieri sera non ci siamo certamente divertiti nel vedere Rangers-Fiorentina. Dopo la quasi frenetica attesa carica di aspettative abbiamo dovuto assistere al “catenaccione” gigantesco e improduttivo degli scozzesi (c’è chi giura che ad un certo punto si è visto il massaggiatore viola portare una moka di caffè bollente a Frey che si era appisolato appoggiato al palo di destra) al quale si è adeguata la viola adagiandosi ai ritmi “vertiginosi” di Liverani. »» Continua a leggere »»
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Tarda primavera del 1961 ore 13,00 di un giorno infrasettimanale. Un quindicenne termina la scuola e corre a casa. La mamma ha preparato il pranzo e non capisce la fretta del figlio ma la risposta è “stasera c’è la finale della Coppa delle Coppe allo stadio”. Il pomeriggio inizia subito a casa di un amico compagno di fede viola che ha convinto,non si sa con quali mezzi filiali,la madre a confezionare una grossa bandiera viola. Ai due si uniscono benpresto altri tre coetanei e insieme ritagliano da una vecchia federa bianca la forma di una coppa. »» Continua a leggere »»
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A questo punto del campionato i risultati, le aspettative, le speranze di quelle squadre che lottano per qualche traguardo si intersecano. Ci sono scontri diretti e non e sono poche le partite che non contano ai fini della classifica. Ora più che mai, credo serva solo guardare avanti e mantenere nervi e timone saldi senza pensare a quelli che potranno essere i risultati delle altre. »» Continua a leggere »»
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