Da 24 ore impazza su tutti i siti e i giornali la telenovela Frey, a mio avviso abbastanza strumentalizzata per provocare contatti e vendere giornali. LA NAZIONE stamani titolava “Frey vuol restare e la Fiorentina lo multa”. Ma che titolo è, che aderenza ha alla reale realtà dei fatti, così come il buon giornalismo richiederebbe? Così come è stato scritto a caratteri cubitali da il senso di una colossale fesseria perpetrata dalla società ai danni del calciatore, mentre in realtà i fatti, a mio avviso stanno in modo molto diverso.
Frey ha una clausola rescissoria che gli consente di liberarsi in qualsiasi momento appena trova una società di suo gradimento disposta a pagarla. Si presenta in società, paga e se ne va. E noi (società) restiamo con un palmo di naso o per meglio dire un pugno di mosche. Corvino, da sagace DS lo sa e quindi, anche per certi segnali giunti, per non farsi trovare impreparato sonda il terreno per eventuali sostituti. »» Continua a leggere »»
Un malinconico detto francese, sostiene che “tout casse, tout passe, tout lasse”, tutto si rompe, tutto passa, tutto ci lascia. Aggiungendo però, saggiamente: “et tout se remplace”, e tutto si rimpiazza. Credo si adatti perfettamente la momento della fiorentina.
Vorrei però solo ricordare che all’interruzione invernale del campionato tutti, e dico tutti, parlavamo di annata eccezionale e di godimento superiore a qualsiasi ricordo più o meno recente. Gli acquisti di Marchionni e Zanetti per Melo e una montagna di euro veniva descritto come il capolavoro del secolo, chiave di volta delle prestazioni super in Champions e del buon campionato in corso, pur avendo già perso in casa con Napoli e Parma. E Prandelli era i”top” degli allenatori che aveva surclassato gente come Benitez e Puel, vecchie volpi di Champions.
Al mercato di gennaio arriva per primo Felipe, il forte centrale tanto atteso e inseguito, che oggi tutti schifano ma che tanti sarebbero andati a prenderlo con le loro auto personali e se lo avessimo preso al mercato estivo lo avremmo descritto come gran colpo. E del resto un’ottimo al mercato di gennaio non l’ho dato io ma tutti i giornalisti e le testate di settore (con tanto di premio a Corvino). »» Continua a leggere »»
Saverio perdonami, ma i tempi radiofonici non consentono di definire compiutamente i concetti e soprattutto non prevedono contraddittorio. Mi spiace se ti sei adombrato per quanto ho detto intervenendo al Pentasport. Avete il diritto/dovere di fare informazione a 360° e dare conto di ciò che compare giornalmente sui quotidiani sportivi e non. Ci mancherebbe altro! Condivido meno che in qualche modo lo avalliate, sottolineando per esempio che un certo articolo l’ha scritto un giornalista della Gazzetta, vera autorità in materia di mercato, ammantandolo di credibilità e veridicità. Condivido meno che, pur consapevoli, non abbiate fatto notare all’ascoltatore che ha parlato dopo di me, che Prandelli non ha detto, come lui sosteneva, che (mi pare ricordare) “era disponibile a sedersi per discutere con i Della Valle e firmare per 5 anni”. E la discussione poteva aprire mille scenari. Ha detto, e l’ho sentito in diretta, “Sono pronto a sedermi con la mia proprietà e firmare per 5 anni”. Scusatemi ma i termini e le parole hanno un valore e devono essere valutate correttamente. Le sue parole non pongono la pregiudiziale di un confronto, ha dato la disponibilità a sedersi e firmare, che è cosa diversa. Molto diversa, e tutto ciò 48 ore dopo che Corvino ha ribadito la politica di autofinanziamento della Società. Quindi consapevole di ciò che lo aspettava, in modo chiaro e trasparente. Non credo che incontrandosi con la società possa aspettarsi posizioni diverse. »» Continua a leggere »»
Sarei disposto a pagare di tasca mia per poter oggi essere un giornalista a porre la seguente domanda a Prandelli:
“Mister la proprietà ha più volte ribadito la loro fiducia, che il loro allenatore è Prandelli e non hanno minima intenzione di cambiare, Corvino appena poche ore fa ha ribadito che la sua volontà è quella di rimanere a Firenze nell’ambito del progetto illustrato per l’ennesima volta, la stragrande maggiornaza di tifosi, nonostante il mediocre campionato, è al suo fianco, teme che se ne vada e vuole fortemente che rinnovi a lungo il contratto. La stessa stragrande maggioranza sarebbe però molto delusa, più della rocambolesca fuoriuscita dalla Champions, se avesse conferma che Lei sta valutando l’ipotesi Juve, o comunque, come dice Tuttosport di questa mattina, abbia un dialogo in merito con Bettega e poi in effetti passasse alla loro rivale più acerrima. Vorrei un suo commento chiaro e defintivo in merito. Che ci può dire ai tifosi con la stessa chiarezza con cui la proprietà ha illustrato i suoi progetti?
Ci sarà un giornalista che fa questa domanda dalla quale è diffcile svicolare?
Io lo spero
Chi mi conosce, e in particolare l’esimio e amico Dr. Pestuggia, sa benissimo quanto sia cristallina la mia fede viola. Faccio questa premessa perchè quello che sto per dire risulterà probabilmente impopolare e potrebbe far sorgere dubbi.
Sono fermamente convinto che una squadra come la nostra nell’ambito di un campionato, nel bene e nel male, sia legata agli episodi positivi e negativi.
Se vogliamo essere onesti non possiamo ignorare che negli ultimi anni oltre che bravi, nei momenti cruciali, molti episodi sono stati a nostro favore. Per parlare dell’ultimo anno ricordo la rimonta da 3-0 a 3-3 col Genoa, alcuni gol segnati in estremis, tipo Fiorentina-Chievo, macchiato per giunta da un fallo di Mutu a centrocampo non rilevato dall’arbitro, parate di Frey molto fortunate oltre che miracolose. Spesso ci è girato tutto per il verso giusto. Ed era indispensabile, perchè tutte le squadre, a meno che non siano straordinariamente più forti, come l’Inter adesso, per far svoltare una stagione in positivo hanno bisogno che al momento opportuno gli episodi siano a favore. Quest’anno invece tutto ci gira torto, dal gol non visto in Fiorentina Lazio, alle topiche di Ovrebo e Rosetti. L’anno scorso il tiro di Pato non sarebbe passato tra le gambe di Frey ma sarebbe finito su un tacchetto e deviato in calcio d’angolo. Per non parlare poi della serie di infortuni e sventure capitate, da Gamberini a Zanetti per finire a Mutu. Credetmi, non c’è niente da fare, quando gira male, gira male e non c’è niente da fare. Quest’anno è andata così, mettiamoci l’animo in pace e speriamo che il prossimo anno sia migliore
Luglio e Giugno gran mugugno
Tra i tifosi qui in città
Per un Melo che s’en va
E la poca qualità
Di chi invece viene qua
Ad agosto poi si vince
E col gioco si convince
Ed abbiamo sensazioni
Che son tutti dei campioni
Da settembre fin dicembre
Gran momenti di euforia
E Lione e Liverpùl
In un soffio spazziam via »» Continua a leggere »»
Riguardo alla “querelle” Della Valle-Comune ho apprezzato fin da subito la linea editoriale di Radio Blu. Smorzare i toni, gettare acqua sul fuoco, non prendere partito. Encomiabile Radio Blu venerdì mattina con il servizio dal Comune e i successivi commenti improntati a riportare la questione nel giusto alveo. Tutto bene o comunque abbastanza bene. Poi stamani, quando sono uscito ho creduto di aver sognato. Di aver sentito un’altra conferenza stampa e non quella di Renzi. Di non aver sentito i commenti degli opinionisti ma di aver sognato. Passando davanti alla mia abituale edicola ho visto le locandine di Nazione, Repubblica, Corriere. Titolo comune, con sfumature diverse: Renzi: non devo chiedre scusa a Della Valle!. Il titolo, per chi non avesse sentito la conferenza stampa, farebbe presupporre a una risposta arrogante e sgarbata.
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