l’Inter si merita di stare col cuore in gola e temere la Sconfitta, quella con la esse maiuscola, fino all’ultimo secondo di questo campionato, perché come fanno i pavoni ha iniziato a sfoggiare penne e piume in odor di tricolore, quando ancora non era campione e adesso piange…
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Sappiamo tutti che la zona Cesarini è quella rappresentata dagli ultimi minuti di gioco di una partita in cui spesso viene realizzata la rete che porta a pareggiare o a vincere l’incontro.
Simile alla zona Cesarini ve n’è un’altra che non prende in considerazione i minuti finali di una partita, ma esamina attentamente le fasi finali di un intero campionato. Questa zona potremmo chiamarla senza indugi zona Righini, dal nome della giornalista che per tutto l’anno ci ha quasi ossessionato sulla probabile precarietà della forma fisica delle squadre impegnate in coppa a questo punto del torneo. Non solo, ma la Dottoressa Righini, entrando ancora più nel dettaglio, ha fatto riferimento in modo particolare all’impegno in coppa Uefa della Fiorentina, sollevando dubbi sulla buona tenuta finale della squadra, considerando soprattutto il fatto che i viola non hanno una rosa di “doppi titolari”. La Fiorentina finora aveva ottenuto ottimi risultati ed anche se è uscita dalla competizione europea, è riuscita comunque a raggiungere la semifinale di coppa che ha perso solo per troppa inesperienza.(non solo dei giocatori e dell’allenatore) »» Continua a leggere »»
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Eppure Corvino avrebbe dovuto sapere che l’attacco viola si sarebbe retto tutto sul potenziale di Mutu e che Pazzini, un pò per questioni fisiche, un pò perché doveva ancora dimostrare qualcosa, non poteva rappresentare il centravanti su cui giocarsi la testa. Il Corvo, in un secondo momento, ha fatto arrivare Cacia, questo è vero, ma come per altri giocatori viola, anche l’arrivo e ” la scomparsa” dell’ex piacentino rappresenta un mistero. D’altra parte la Fiorentina è arrivata là dove le risorse finanziarie le hanno consentito di arrivare, esattamente come si addice ad una compagine che ha stabilito un tetto agli ingaggi e che, non potendosi permettere i Toni, i Gilardino, gli Adriano ecc…. , fa di necessità virtù ed è già tanto che abbia confermato Mutu. »» Continua a leggere »»
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Peccato che un giovane tecnico come quello sampdoriano emuli chi non dovrebbe. Mazzarri ha già dimostrato quest’anno, ma anche negli anni precedenti, di non appartenere alla schiera dei tecnici “diplomatici” o a quelli che contano fino a venti prima di rispondere in un certo modo ad alcune domande. Peccato davvero, perché se la professionalità e la competenza tecnica sono le qualità che fanno parlare in modo lusinghiero di Walter Mazzarri, al contrario il suo perseverare ad esporre le proprie verità in modo altero, pungente ed altamente critico, lo pone senza dubbio sotto una calotta di giudizi meno positivi se non addirittura deleteri per quella che potrebbe essere una luminosa carriera. »» Continua a leggere »»
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Premetto che non sono un giornalista, ma ne ho conosciuti diversi della Rai con i quali ho scambiato diversi punti di vista durante la mia permanenza romana. Uno in particolare, che al tempo curava la redazione sportiva radiofonica, mi diceva che secondo secondo la “dottrina” italiana del giornalismo, il nome straniero pronunciato in radio doveva essere in lingua italiana; anche la pronuncia del plurale di un vocabolo straniero, aveva la sua regola specifica. L’esempio che mi venne fatto fu quello della parola clubs che doveva essere pronunciato club (non clab, né cleb) e comunque senza la esse finale. Mi spiegarono che per difficoltà incontrate con lingue meno conosciute dell’inglese e francese, il giornalismo radiofonico si dettò delle regole. »» Continua a leggere »»
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Un amico che scrive su altro blog, ha richiamato un pò tutti a riflettere su ciò che accade nel mondo del lavoro. Oggi se ne sono andati altri due operai a Milano mentre qualche altro è ferito gravemente. In effetti sono troppi gli incidenti mortali sul lavoro e chissà quanti altri sconosciuti alla cronaca sono andati vicino al triste epilogo.
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Un cronista ha evidenziato a Renzo Ulivieri il gioco utile di Pazzini ed il tecnico ha risposto:- Utile sulle palle sporche- Non so cosa volesse dire esattamente, anche se lo immagino, ma fare un gioco utile sulle palle sporche penso non sia la peculiarità di Pazzini. La controprova non c’è e non ci sarà, ma spesso la Fiorentina avrebbe ragione di vedere tramutare in gol un discreto volume di gioco espresso.
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