Mi approccio a questo articolo spinto da una domanda ossessiva che mi ronza nella testa da quando il ginocchio del povero Stevan ha fatto crack: cosa manca a questa rosa per essere completa e competitiva anche senza lo jojo? Lasciate evaporare le impulsive risposte di dover “per forza” inserire un giocatore abile ed esperto ,dalla trequarti in su, per rimanere competitivi nei primi 2 mesi
(fino al ritorno di AdriaN MUTU,)ho avuto un’epifania chiarificatrice:
Alla fiorentina mancano i terzini B, ovvero le riserve dei titolari.
Identikit: giovani fisicamente esplosivi e con ampi MARGINI DI MIGLIORAMENTO.
QUI IL settore giovanile sembrerebbe non aver ancora partorito nulla di appetibile(anche se c’è un certo danilo d’ambrosio al torino ,under 21, non vi ricorda niente?).
Ebbene si ,è questa la vera necessita della compagine viola. »» Continua a leggere »»
La giunta regionale ieri ha approvato la delibera che dà l’avvio alla riscrittura del «Piano di indirizzo territoriale» nella zona fiorentina di Peretola per inserirvi, accanto al Parco della Piana e al termovalirizzatore, lo sviluppo dello scalo aeroportuale e la sua nuova pista.
Il percorso per arrivare alla nuova pista non sarà nè breve nè facile e comprenderà la Via (valutazione di impatto ambientale) ma non necessariamente la Vis (valutazione di impatto sanitario) chiesta dal sindaco di Campi, Adriano Chini. «La Via è obbligatoria per legge— spiega l’Enav, l’ente nazionale di assistenza al volo, da Roma — e comprende anche gli aspetti sanitari. La Vis non si applica a realtà come quelle aeroportuali, per le quali non è obbligatoria, ma ad impianti inquinanti. Per una Via i tempi non sono fissati per legge, ma si può andare da 12 a 24 mesi». Dalla Regione si spiega solo che la Via è un obbligo e che i tempi indicati da Rossi sono stati rispettati. Il governatore ha più volte detto che la priorità è la nuova pista e che quindi l’area di Castello andrà ripensata, compresa la cittadella viola con lo stadio e le abitazioni già concesse a Ligresti, patron di Fondiaria-Sai e proprietaria dell’area.
Corriere Fiorentino
“Amo i giocatori di carattere anche se sono un po’ matti. Preferisco un talento un po’ matto che un giocatore normale e docile, il carattere è un punto di forza”. Queste parole sono state rilasciate da Sinisa Mihajlovic a Sky Sport e ci fanno subito pensare a quanto sia differente il pensiero del tecnico serbo rispetto a quello di Prandelli che invece, Mutu a parte, ama portare con sé ottimi giocatori ma anche bravi ragazzi. Insomma un cambio deciso rispetto al passato ed è quello che Pantaleo Corvino andava cercando visto che se avesse portato un allenatore simile al Mago di Orz sarebbe stata comunque una brutta copia di Prandelli.
Con Mihajlovic questo rischio non si corre, il nuovo mister viola è esattamente all’opposto. Speriamo invece non sia così nei risultati ottenuti a fine stagione e che almeno in questo settore le cose in seno alla Fiorentina non debbano cambiare.
Spes
Ecco la lettera aperta di Cesare Prandelli per salutare tutti i tifosi viola:
A chi mi incontra per strada e mi chiama “Cesare”; a chi ha preso la pioggia, il sole, il vento al Franchi; a chi ha fatto le vacanze a Folgaria, a Castelrotto e a Cortina;
a chi ha pianto per un rigore sbagliato o per la gioia di Anfield; a chi ci ha creduto come me e si è emozionato per una solitaria bandiera viola ad una finestra;
a chi ha pensato che, nonostante sbagliassi qualche cambio, ero comunque una persona per bene; a chi ha saputo capire ed apprezzare il significato del silenzio;
a chi ha fatto centinaia di chilometri per dire “io c’ero”, quelli di Verona, di Torino e che hanno pianto di gioia con noi; a quelli che ci aspettavano all’aeroporto la notte per cantare “forza viola”;
a chi urlava “falli correre” e a chi ha corso; a chi mi diceva, toccandomi ogni volta l’anima, “Grande Mister, uno di noi” oppure “parlare con te è come se parlassi con un parente”, fratello, zio cugino, padre non fa differenza.
A tutti, a Firenze con la sua eleganza un po’ malinconica, la sua diffidenza e la sua generosità, devo dire solo due cose: grazie e vi porterò sempre nel mio cuore.
Cesare Prandelli
“Non svegliate il can che dorme” recita un vecchio detto popolare che in questo caso trasformerei in “Non svegliate la Tigre che dorme”. Cosa voglio dire? Mi riferisco alle polemiche che già stanno fioccando a Firenze sulle simpatie politiche espresse in passato da Sinisa Mihajlovic. Quando giocava nella Lazio, società con tifoseria espressamente di destra, si espresse a favore della Tigre Arkan, personaggio non certo specchiato e definito da Sinisa “eroe del popolo serbo”.
Questo l’antefatto che risale a qualche anno fa. Ma qualcuno è andato a ripescare anche lo sputo a Mutu e le dichiarazioni riportate sul colore della pelle di Vieira. Certamente Mihajlovic quando giocava non era uno stinco di santo, era un duro e come tale soggetto a scontri fisici e verbali con avversari come succedono ogni domenica sui campi di calcio. Sorvolerei quindi su questi ultimi concentrandomi sul primo punto.
Leggo che Adriano Sofri, ieri sul Foglio e oggi su La Repubblica, si è fatto portavoce di coloro che non vogliono Mihajlovic per via del suo passato e delle sue simpatie politiche che ovviamente non collimano con quelle di Sofri.
Ma io vorrei ricordare a Sofri, e a tutti quelli che stanno imbastendo polemiche di ogni genere contro Mihajlovic, che il tecnico serbo è stato contattato per svolgere la mansione di allenatore dell’ACF Fiorentina, squadra di calcio che milita nel campionato di serie A e non per amministrare la città di Firenze e dettare la politica del nostro Comune o dare consigli al nuovo governatore della Toscana Enrico Rossi. »» Continua a leggere »»
di Saverio Pestuggia
Vi ricordate quando da bambini giocavate (forse) a “Guardie e Ladri” e c’era nel gioco l’opzione denominata ” Bomba libera tutti”? Se sì, certamente vi riconoscerete nel momento che sta vivendo la Firenze calcistica da qualche giorno. Tutti contro tutti, prandelliani che accusano i sostenitori della società, dellavalliani che gettano la colpa sul mister viola per la stagione deludente.
La polemica, sopita solo grazie ai risultati degli ultimi anni, si sa è nell’animo di Firenze e di noi fiorentini. Del resto anche Cesare Prandelli nella cerimonia di consegna del Fiorino d’oro ebbe modo di dire ” a volte mi chiedo chi me l’ha fatto fare di venire a Firenze dove si litiga tutti i giorni?”.
La polemica è normale presso i viola club oppure nei bar frequentati dai tifosi, ma diventa una cosa anomala quando a rilanciarla con forza (ma perché?) sono i mezzi d’informazione che amplificano il tutto cavalcando una fazione e brandendo una clava molto pericolosa. Cerchiamo tutti di tornare alla normalità senza eccessivi ” schiamazzi” altrimenti il giocattolo potrebbe sfuggirci veramente di mano. »» Continua a leggere »»
Mi chiamo simone paggetti , abbonato curva fiesole quindi avente diritto a delucidazione da parte della mia societa’…
innanzitutto ringraziando la proprieta’ dei grandi risultati ottenuti (un anno balordo ci puo’ stare ) e ringraziando il mister
di tutto (io sto per la fiorentina e non per della valle o il mister ) vorrei sapere se la mia societa’ continuera’ l’opera di allontanamento dei tifosi dallo stadio. io non parlo di giocatori che vengono o vanno (per quello c’e’ chi e’ pagato mentre io faccio il lattaio/gelataio!!)
io parlo di politica prezzi vergognosa . vorrei sapere dalla proprieta’ siccome in questi anni ci hanno insegnato che il conto economico e’ importante quanto i risultati sportivi, se 250euro e’ un prezzo equo di mercato per un abbonamento di 19 partite quando con 100 euro di digitale si vedono 38 partite !!! lo stadio e’ perennemente vuoto quindi non c’e’ piu’ nemmeno la scusa di vendere un prodotto (cosi’ si parla del calcio oggi) molto richiesto visto che l’offerta (i biglietti ) supera di gran lunga la domanda. »» Continua a leggere »»