CESARE, UNO DI NOI.

03 giu 2010

Inserito da: gisa58

Quando Cesare Prandelli fu annunciato come allenatore della Fiorentina nel 2005 fui subito contento perchè, pur non conoscendolo come allenatore, mi era sempre stato simpatico per quella serenità, quella pacatezza, quella fortezza d’animo nell’ aver lasciato la Roma per stare vicino alla sua amata Manuela. Mi ci è voluto poco ad apprezzarlo come tecnico da quando ha cominciato la sua avventura in Viola con la sua prima annata sensazionale: 74 punti bevuti di un fiato, gioco spumeggiante, Martino.. Fiore.. Pasqual che crossa.. Toni che fa gol a grappoli..e tutti a festeggiare la conquista della Champions. Ma che succede.. la società si è cacciata in un gran casino.. è implicata in Calciopoli e per lei è pronta la serie B. In quel frangente chi si fa garante di tutto e di tutti? Cesare Prandelli che fa capire a tutti i giocatori che per l’onore di Firenze e della Fiorentina si deve restare e si deve combattere partendo da meno 19. E in questo momento ho apprezzato anche l’uomo Prandelli. Nonostante la squadra fosse implicata in una faccenda in cui lui non c’entrava niente, lui resta alla barra di comando e ricarica una squadra, una città, che dopo le prime 4 partite potrebbe entrare in depressione. Ed invece no, lui coinvolge tutti e alla fine del campionato raccoglie la bellezza di 73 punti. Solo per questo i Della Valle dovrebbero essergli riconoscenti a vita ma alla fine lo costringono ad andarsene. Seguono poi 2 campionati in cui finalmente la Champions è conquistata e giocata sul campo ed in cui la squadra viola, soprattutto quest’anno, gioca un gran calcio e tiene testa a tutte le big d’Europa. E chi è l’artefice di tutto questo? Il grande Cesare che ha creato una squadra granitica che ha un grande feeling col pubblico e gioca per Firenze. In questo blog non voglio commentare l’atteggiamento della società viola nei confronti di Prandelli perchè non merita neppure di essere presa in considerazione, ma voglio tessere le lodi di Cesare, uno di noi. A prima vista sembra che il nostro Cesare non abbia niente in comune con Firenze e i Fiorentini, lui lombardo, schivo, riservato, che non si prende mai i meriti ma che lavora su tutto con serietà e correttezza, mai una parola sopra le righe, sembra tutto il contrario di noi che siamo polemici, pronti alla rissa, divisi atavicamente tra Guelfi e Ghibellini, che ci tagliamo gli attributi pur di far dispetto alla moglie che ci scoccia. Eppure una persona che è completamente diversa da noi, è in tutto e per tutto UNO DI NOI. E lo sapete perchè? Perche ci ha sempre messo la faccia, non ha mai detto bugie e soprattutto non ha mai illuso la gente: ha saputo tirare fuori dalla squadra il 200% perchè ha parlato sempre guardando tutti diritto negli occhi. E questo a qualcuno che sta in alto può dare fastidio. Lui ha imparato ad amarci nel tempo quando ha capito che il nostro affetto per lui era genuino, quando siamo stati per lui come una seconda famiglia nel momento del dolore, quando ha condiviso con noi le gioie(tante) e le sofferenze(poche) sportive. E lo sapete qual’e adesso il suo più grande cruccio, ora che si appresta ad allenare la Nazionale? Non aver vinto niente per Firenze e i Fiorentini, per condividere insieme un sogno che insieme stavamo costruendo. Ma il famoso progetto, di cui per 5 anni è stato il vero garante, va in cantina e si ricomincia con un altro allenatore. Cesare ti stimo come allenatore ma soprattutto come uomo, per le tue iniziative per gli altri, per le persone che soffrono, per la grande dignità che hai dimostrato durante i periodi difficili della tua vita, per il fatto di avere sempre apprezzato il calore del Franchi: una simbiosi perfetta che ci avrebbe portato a vincere un giorno qualcosa di importante ma che ci è stato impedito da forze maggiori di noi, da quelli che hanno il coltello dalla parte del manico. Tu Cesare però, al contrario di loro, sarai sempre uno di noi e quando passeggerai per le vie del centro o ammirerai le bellezze delle nostre colline da Santa Margherita a Montici a Pian de’ Giullari riceverai per sempre l’affetto di una città e di un popolo che ti ama. Ciao Cesare, un caloroso in BOCCA AL LUPO per la tua attività professionale ma soprattutto un GRAZIE IMMENSO per quello che ci hai dato in questi magnifici 5 anni vissuti insieme. Per me sarai sempre un grande allenatore che mi ha fatto divertire e appassionare sempre di più alla Viola, ma soprattutto un GRANDE UOMO, di grande spessore e personalità che restera sempre nei nostri cuori. Gianni Salvadori



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3 commenti »

  1. violabiancorosso dice

    Firenze guelfa e ghibellina…

    Dopo le parole di Cesare Prandelli ho un groppo alla gola… per un ‘vero’ tifoso viola non può che essere così…
    Sono stati cinque anni indimenticabili, e non parlo solo del lato sportivo ma soprattutto dei forti sentimenti che ci hanno legato all’uomo. In fondo con Prandelli non abbiamo vinto mai niente (anche se ci siamo andati vicino con la Coppa Uefa, uscendone a testa alta), eppure la sua presenza mi dava comunque coraggio e fiducia, perché con la sua pacatezza sapeva infondere sicurezza nel futuro.

    Come scordarsi del primo anno, stagione 2005/06, quando tutti eravamo estasiati dal gioco e dai goal di Toni. Alla fine quei 74 punti con la Champions conquistata sul campo furono molto più di uno scudetto.

    Poi venne ‘calciopoli’ e tutti cademmo in una depressione profonda, c’era chi non voleva più sentir parlare di calcio e dei Della Valle che sembravano scomparsi, travolti dallo scandalo. Chi ci risollevò con le parole e con i fatti se non Prandelli? Fu lui che cementò la città attorno alla squadra e fece compiere un miracolo, nella stagione 2006/07, che resterà quasi irripetibile: sul campo 73 punti, terzi a 2 punti dalla Roma; per la lega calcio solo 58 punti, comunque qualificati in Coppa Uefa a 3 punti dal Milan e dai preliminari della Champions.

    La stagione successiva, 2007/08, fu la prima volta dopo una decina d’anni che la Fiorentina tornava in Europa e riuscimmo ad arrivare in semifinale, uscendone solo ai rigori contro i Rangers catenacciari, chissà se Bobo Vieri non avesse sbagliato quel rigore… Ma sicuramente quell’annata ce la ricorderemo tutti per altri eventi, il primo dei quali ben più triste. Mi riferisco ovviamente alla precoce scomparsa di Manuela, l’amata moglie di Cesare, colei per la quale aveva rinunciato tre anni prima alla panchina della Roma. Come possiamo dimenticare quella sera del 27 novembre 2007 con i vari siti internet dei tifosi viola tempestati di messaggi di cordoglio provenienti non solo da Firenze, ma da tutta Italia, tutti indirizzati ad un Prandelli distrutto ma sempre composto. E poi il pomeriggio del 2 dicembre con quel minuto di silenzio assordante che diede inizio ad un Fiorentina – Inter del quale a nessuno interessava il risultato. Col nuovo anno, finalmente dopo non so più quanto tempo, la vittoria a Torino contro i gobbi il 2 marzo 2008 con i gol di Gobbi, Osvaldo ed il simpaticissimo Papa Waigo (detto Papa Nero) e l’accoglienza trionfale a Peretola. Poi alla fine di nuovo quarti a 66 punti davanti al Milan, questa volta ai preliminari di Champions di diritto; chi se lo scorda l’arrivo della squadra a mezzanotte di ritorno, ancora da Torino, al Franchi gremito come per le grandi occasioni per festeggiare l’avvenimento. Che annata!!!

    Ecco che arriviamo al momento fatidico, quell’estate con la quasi cessione di Adrian Mutu alla Roma; fu allora che Cesare si impuntò. Col senno di poi ci chiediamo se fece bene o male: per me quel gesto di protesta contro la società, la scelta di voler trattenere il rumeno, è stato proprio l’inizio della rottura con DDV ed anche con una parte dei tifosi che hanno comiciato a rumoreggiare anche contro Prandelli. Ecco che Firenze ritorna ad essere quella di sempre, divisa fra Guelfi e Ghibellini.

    L’anno successivo, nella stagione 2008/09, ecco la prima Champions League con l’eliminazione dopo il girone iniziale, secondo me immeritata ed anche un po’ rubacchiata. Sicuramente i Della Valle non l’hanno digerita bene ma in campionato continua la marcia trionfale, ancora quarti a 68 punti sopra alla Roma ed a parimerito col Genoa. Ma grazie al famoso 3 a 3 con la tripletta di Mutu al Ferraris che ci garantisce di nuovo la Champions, ecco che Prandelli si prende la rivincita con i suoi detrattori.

    E veniamo all’ultima stagione con una buona partenza, soprattutto in Champions, il girone entusiasmante, chi l’avrebbe mai detto all’inizio che saremmo passati per primi, davanti al Lione ad al Liverpool. Il 2 a 0 rifilato ai Reds al Franchi mentre la altre italiane arrancavano, ed il goal del Gila all’Anfield Road all’ultimo minuto. Che emozioni!!!
    In campionato procedeva tutto più o meno regolare, fino a quando… ecco che i nodi vengono al pettine, e tutti insieme…
    Dapprima la doccia fredda di Mutu: sembrava essere tornato alla grande dopo i vari infortuni, segnava a tutto spiano, ed io sono convinto che se non avesse fatto quella bischerata non saremmo qui stasera a scrivere tutto questo papiro, e Cesare sarebbe ancora ‘uno di noi’.
    Poi gli arbitri, maledizione perenne della Fiorentina dagli anni ’80 ai giorni nostri. A cominciare da Obrobrio (volgarmente detto Ovrebo) che a partire dall’inizio del secondo tempo della partita di Monaco ne combina una dietro l’altra nei nostri confronti, su tutti la mancata espulsione di un crucco, l’espulsione ingiusta di Gobbi ed il gol assurdo assegnato al Bayern in fuorigioco di 4 metri. Per proseguire con Rosetti che in Fiorentina – Milan ci nega un rigore sacrosanto su Montolivo quando eravamo ancora in parità e quasi alla fine della partita.

    Da allora in poi è stato tutto un cadere sempre più in basso. La magia è finita ed affiorano sempre di più i contrasti in società come fra i tifosi, e se ci sono tanti sostenitori che sono riconoscenti al mister, tanti altri si scordano di tutto quello che di bello c’è stato. D’altra parte si sa che Firenze spesso è stata ingrata, un esempio su tutti Dante Alighieri, il ‘sommo poeta’, che da Firenze fu bandito ed esiliato…
    Cesare come Dante…

    Anche se in fondo al cuore ho sempre sperato che Cesare restasse a Firenze, devo riconoscere che quando non c’è più comunione d’intenti è bene separarsi, la vita prosegue ed il passato ormai è un ricordo. Però lasciatemi dire che se Prandelli ci ringrazia per tutto quello che gli abbiamo dato, anche noi dobbiamo ringraziarlo per quello che lui ha dato a noi, ed è stato tanto!!!

    Cesare, GRAZIE!!!

    Sempre e comunque Forza Viola!

    Daniele Salvini

    4 giugno 2010 | #

  2. alessiob dice

    Ma basta con Prandelli non ne posso più!
    Siete penosi!…La vita continua fatevene una ragione|!
    Alessio

    5 giugno 2010 | #

  3. catia dice

    Non servono altre parole, solo un grazie e un in bocca al lupo caro Cesare!

    7 giugno 2010 | #

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