Un’ altra bandiera se n’è andata
Sono sdegnato per la cessione di Dainelli. Ho visto adesso il suo video di addio e mi sono commosso. Sei lunghi anni fatti di fatica, sacrificio, sudore gioie, dolori, soddisfazioni, errori ma anche tante tante tante ottime giocate. Era il nostro capitano, era una bandiera di questa Fiorentina, un uomo pacato, buono, un lottatore che ama Firenze e la Fiorentina. Con te caro Daino muore un pezzo di Fiorentina, se ne va un’altra bandiera che sarebbe voluta restare, quante volte ti hanno messo in discussine e sul mercato anche contro la tua volontà . A questo giro ti sei stancato e hai preferito allontanarti da chi forse, per troppa presunzione, ha preferito cedere te che un errore comprato a giugno. Vedi caro Dario, questa società non apprezza le bandiere, guarda cosa è stato fatto a Di Livio, forse è un pò tutto il mondo del pallone che stà perdendo quel meraviglioso foscino e rispetto per chi va oltre lo stipendio, va oltre il vil denaro, che non apprezza più quei ragazzi monomaglia, o forse preferiscono quelli che si chiamano Totti e Del Piero, che per rinnovare si sono fatti ricoprire d’oro. Questo calcio caro dario è ipocrita, tutti in piedi per salutare i vari Baggio, Zola, Maldini, per poi metterli nel dimenticatoio, tutti pronti a parlare di bandiere per poi vederli partire per altri lidi. Ti auguro tanta fortuna nel Genoa, ti auguro di trovare un posto per Sud Africa 2009, e auguro che tutti i tuoi ex compagni chiedano spiegazione a quel padre padrone che neanche di fronte al palese errore ha il coraggio di dire ” scusate ho sbagliato”. Mi dispiace tanto Dario, ma come ben sai in questa città si idolatra chi ha segnato valenghe di goal e si è fatto aumentare ogni anno lo stipendio e non contento ci ha anche sputtanato e deriso su un programmuccio televisivo in argentina….. Ti abbraccio e ti auguro il meglio.
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Anche a me sinceramente dispiace che se ne sia andato un serio professionista come Dainelli.Ha indossato per cinque anni la maglia viola, onorandola con serietà e dedizione.Adesso la sua strada prende un’altra direzione, non so se per libera scelta o costrizione, comunque, poichè in qualsiasi campo della vita quando avviene un cambiamento importante , aleggia sempre un inconscio timore per il nuovo, il mio augurio è quello che possa ben inserirsi nella squadra rossoblù e togliersi meritate soddisfazioni. Come detto da un altro amico del blog nel suo post:è un bravo ragazzo e quindi ,nel futuro di Dainelli, tutto il bene possibile.
Non sono d’accordo invece su quanto asserisci sul giocatore che si idolatra a Firenze. se si discute l’uomo, posso dire che sulle sue richieste di denaro, niente di particolare perchè è stato uguale a tanti altri calciatori famosi i cui procuratori si affannano sempre a cercare nuovi clubs in grado di elargire sempre più soldi per i loro protetti (è il mondo del calcio che ha bisogno di essere ripulito con conseguente ridimensionamento di valutazione di giocatori a cui, l’attuale sistema permette questo riprovevole mercato), mentre posso biasimare le dichiarazioni rilasciate a suo tempo ad un programma argentino anche se, mi sembra, un po’ forte il verbo che hai usato. Di contro,per quello che è stato in campo, per me non ce ne sono uguali.E’ uno dei giocatori più forti che la Fiorentina abbia mai avuto. Io ho avuto la fortuna di vederlo giocare per tutta la durata della sua permanenza a Firenze e posso dire, con grande nostalgia, che le emozioni che mi ha regalato non le ho ritrovate in nessun altro giocatore, arrivato dopo di lui.
Saluti viola
13 gennaio 2010 | #
Anzitutto un saluto viola.
Per il resto credo che non si debba esagerare, la cessione di Dainelli ha fatto versare una lacrima a tutti … ma ha fatto contento Dario, così ha detto a tutti noi. E se questa è la sua volontà hai detto bene : “SE NE E’ ANDATA UNA BANDIERA” … non “HANNO CEDUTO UNA BANDIERA”. Se avesse voluto nessuno l’avrebbe ceduto.
14 gennaio 2010 | #
P.S. in aggiunta … come avrai potuto leggere, nel cuore di Dainelli c’è già la “TIFOSERIA CHE METTE I BRIVIDI”, ovvero qualla rossoblu così da lui definita. Questo per dire che dobbiamo AMARE QUESTA MAGLIA, non chi la indossa, mai più chi la indossa. Solo così possiamo crescere anche come tifo.
14 gennaio 2010 | #