CHE PALLE !!!!!
La guerra delle due rose stavolta non scomoda né i Lancaster né gli York, quelli ormai possono riposare in santa pace. La disputa di oggi è molto meno bellicosa e riguarda i sostenitori di due linee di pensiero: quella che preferisce la rosa dal gambo corto e quella che predilige la rosa dal gambo lungo. Tanti, tra intenditori veri, meno veri, millantatori e ciarlatani sono rimasti senza voce per aver urlato al mondo intero quanto fosse indispensabile la rosa lunga onde affrontare con meno affanni: coppa, coppetta e campionato. Altri invece, tra intenditori veri, meno veri, millantatori e ciarlatani, hanno temuto e temono che una rosa numerosa possa produrre un notevole profumo di problemi all’interno dello spogliatoio tanto da indurre un allenatore a chiedere i “soliti” pochi, ma buoni. A Firenze, complici gli ottimi risultati della Fiore, qualcuno aveva emesso urla di giubilo rivendicando la paternità della regola che recita: un buon gruppo che non si azzuffa fa buoni risultati. Poi, per motivi di stanchezza, di influenza e di infortuni, qualcosa non ha girato per il verso giusto ed ecco uscire allo scoperto i sostenitori della rosa dal gambo lungo che non disdegnano di sbandierare il detto che piace tanto a Catalano: meglio tanti e pure boni.Mentre Firenze e il calcio sano dissertavano e dissertano sul profumo delle rose corte o lunghe, c’era chi a certe rose preferiva certe palle, ma non le palle che rotolano sui campi verdi, bensì quelle utili per sorteggiare gli arbitri.
Perché preoccuparsi delle rose lunghe o corte, degli acquisti e cessioni , dei calendari dagli orari impossibili e dei posti in classifica, quando la preoccupazione poteva essere unica come quella di pescare la palla giusta col nome giusto? Una volta aperta la pallina sarebbe apparso il nome di chi sul campo avrebbe sistemato ogni cosa con buona pace delle rose lunghe, delle rose corte, degli acquisti, delle cessioni e dei posti in classifica.
Bastava rivolgersi a qualcuno compiacente ( a quanto pare non sono stati pochi ad alzare la mano) ed il gioco era fatto.
L’ex segretario della commissione arbitrale Martino, ha spiegato bene quello che accadeva in sede di sorteggio, ha parlato di palle usurate, ammaccate e decolorate, comunque riconoscibili, sottolineando anche alcuni colpi di tosse di qualche illustre dirigente che certo non erano dovuti a mali di stagione, ma che invece erano mirati a segnalare qualcosa di giusto o di sbagliato che stava per essere compiuto.
Va beh, ormai è acqua passata e forse oggi tutti si occupano più delle rose piuttosto che delle palle ammaccate e decolorate.
Ma se non fosse così? Se al posto delle palle ci fosse qualcos’altro?
A pensar male si fa peccato, ma……………ed io sono un grande peccatore.
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Ah ah ah
, mi hai regalato cinque minuti di spasso supremo!!! Quindi a parte farti i compplimenti per l’ennesimo post, ti vorrei confidare un segreto. Io ultimamente ho deciso di foderarmi gli occhi di prosciutto, e di pensare che gli errori arbitrali sono casuali, le designazioni casuali, i discorsi casuali, come i pali e come i gol. Per ora annovero la partita di Udine come una di quelle con arbitraggio che pende dalla parte viola, visto che un guardalinee pazzo avrebbe potuto annullare il gol di Vargas per sospetto tocco di Gilardino in sospetta posizione di fuorigioco, visto che un arbitro pazzo avrebbe potuto punire con cartellini a raffica le goffaggini, certo utilissime, ma goffe, di Kroldrup e Natali, e visto che un altrettanto arbitro pazzo avrebbe potuto fischiare rigore a Corradi che recita un fallo in ottima maniera nel mezzo all’area. Quindi avanti così, col prosciutto sugli occhi si vedono le partite un po’ più appannate,ma in compenso ci si marcisce meno il fegato. Saluti al grillo. Forza viola!!!
9 novembre 2009 | #
Caro Grillo,
ah, ci voleva proprio il tuo commento per raddrizzare un lunedì storto (anzi stortissimo). Sono pronta a sfidarti a singolar tenzone: dal detto francese “l’important c’est la rose” al nostrano, antico e malizioso “rosa fresca aulentissima” con quel che segue. Sì, la rosa è importante; corta, lunga o di giusta misura (io propendo per quest’ultima ipotesi), ieri ci ha strappato un sorriso a trentadue denti zittando per un attimo tutta la querelle e facendoci dimenticare la questione testé emersa delle palle. Di citazione in citazione, noi toscani ce ne dovremmo intendere visto che “Palle! Palle!” era il grido di battaglia dei sostenitori dei Medici. Niente a che vedere col grido di disillusione e sfinimento lanciato oggi dai sostenitori del meno epico gioco del pallone.
Il caso resta aperto. La rivelazione del signor Martino, simile a quella che qualche annetto fa gettò nuova luce sulle estrazioni del lotto (e sull’uso che si faceva della cosiddetta “mano innocente”, ovvero il bambino che tirava su la pallina), è fuori tempo massimo rispetto alla prima fase di Calciopoli, quella della giustizia (ehm) sportiva, ma la domanda che tu ti poni è quella fatidica che sorge spontanea. E se al posto delle palle ci fosse qualche altra diavoleria? anche solo un miserrimo tetraedro?
Il brutto è che non saprei se e come è possibile tutelarsi, prima di trovarsi a condividere un’altra citazione, stavolta relativa a “quello che poteva essere e non è stato”.
Ciao Grillo, un caro saluto e FV.
9 novembre 2009 | #
Correzione pignola, ma serve a far capire meglio il post: il lunedì storto era solo mio, non c’entra la Fiorentina. Scusate.
9 novembre 2009 | #
Per CHECCONFUSIONE
Caro Grande Checco,
Hai ragione, il giuoco del calcio va accettato esattamente come ci viene offerto, chiuso cioè nella sua splendida scatola variopinta e pronto ad essere usato solo come carillon. Basta alzare appena appena il coperchio ed adattarci ad ascoltare il motivo che ci viene proposto di volta in volta.
Se dalla scatola dovessero uscire note stonate, dovremmo allontanare la tentazione che ci spinge a scoprirne la causa, perché in tal caso, rischieremmo di rovinare il balocco e passare quindi ad altro gioco.
Importante è la coerenza. Se siamo disposti ad ascoltare e valutare con serenità la buona e la cattiva musica che via via il carillon ci propone e non ci facciamo prendere da isteria quando la musica cattiva è cattiva davvero, allora possiamo vantarci di essere buoni sportivi e tifosi esemplari.
Per ciò che mi riguarda, forse per colpa di qualche capello bianco che contribuisce ad alzare il livello della diffidenza, prendo il calcio e tutto ciò che gli gira intorno, come puro divertimento, compreso calciopoli, arbitropoli e le palle decolorate dell’urna che, anzi, dal mio punto di vista, hanno concorso a rendere lo show più avvincente ed interessante che mai.
Ciao caro amico, un caro saluto e sempre Forza Fiorentina.
Per FOMELHAUT
Splendente Fomelhaut,
Quando le giornate nascono storte, bisogna fermarsi un momento, contare con calma fino a dieci e pensare che da lì a poche ore tutto filerà più diritto e più quieto. Ciò non vuol dire che ogni cosa andrà a posto subito, ma aiuta a sopportare meglio un momento no.
Col tuo tetraedro mi hai dato lo spunto per titolare un pezzo che ho nel cassetto, ma che non riguarda il calcio, bensì la politica europea pullulante ormai di uomini con molte facce, molti vizi e zero virtù. (naturalmente non sul Viola blog).
Ciao e grazie Fomelhaut, un caro saluto, a presto e F.V….sempre
10 novembre 2009 | #
Ma no che non c’è qualcos’altro dai! Siamo solo noi tifosi fiorentini vittime di ogni congiura dietro l’angolo! A parte le battute, anch’io ho smesso di avvelenarmi il sangue per la Fiorentina e tantomeno per gli arbitri, cercando di vedere la parte puramente spassosa e ludica di questo sport. Certo non mancano le discussioni tipo la lunghezza dei gambi delle rose (il mio parere è meglio una rosa dal gambo lungo, che quelle corte poi si seccano velocemente od al “girone di ritorno”), anche perchè sennò finirebbe il divertimento del giorno dopo la partita. Vuoi un esempio di come me la spasso ultimamente? Leggendo il tuo post (conoscendo anch’io la storia delle palle decolorate e bronchiti acute improvvise) ho detto: ” Ma come si fa a essere appasionati ad uno sport così?” Poi mi sono ripreso dal trans (evitiamo battute che di questi tempi c’è poco da scherzare!) e mi è venuta, stranamente, fame e una voglia assoluta di “bolas de toro”; ricordando l’ultima volta che le ho mangiate a Barcellona ed in splendida compagnia.
Ciao Magnifico Grillo! Saluta il Grande Zorro!
10 novembre 2009 | #
PER IL CAV. NOTTURNO
Ciao, grande Cavaliere notturno,
Ecco, le bolas de toro ci mancavano, magari innaffiate da rioja, da garnacha o più semplicemente da sangria. Naturalmente mi ha fatto da consulente Z che, come sappiamo, ha origini iberiche anche se la sua terra di conquista ( in tutti i sensi ) è stata la California spagnola.
A proposito di Z, mi dice di salutarti caldamente, ma di ricordarti pure che le abbuffate ingrassano fino a rallentare il ritmo della ginnastica più bella al mondo……..a buon intenditor…..
In Italia invece si discute di un altro tipo di bolas, quelle che giravano nelle urne e che servivano a “sorteggiare” le ex giacchette nere. A dir la verità la cosa è vecchia e nota, ma finora non era stata ufficializzata così come è avvenuto in settimana ad opera di un addetto ai lavori “pentito”.
La cosa che però mi diverte ( e nello stesso tempo mi rattrista) è sapere come fosse poco impiegata la materia grigia nelle varie circostanze. Il massimo della tenerezza l’ha suscitato un alto dirigente che per un momento ha creduto che il problema fosse la tosse e non la truffa.
Ciao Sempre Grande, mi raccomando risparmiati un pò, se no tra abbuffate e scorribande varie va a finire che diventi vecchio prima del tempo.
Un caro saluto anche da Z, alla prossima…
11 novembre 2009 | #
Carissimi amici,

certo che leggervi ricrea sempre l’animo! Bisogna però che mi affretti a cogliere le ultime occasioni, perché, se tanto mi dà tanto, fra i morsi della volta scorsa e le bolas di oggi (sai, CN, che nonostante io sia una ispanofila appassionata non sono mai stata a Barcellona, né mi sono mai cimentata in spericolati assaggi di gastronomia tipica?… anzi, lungi da me!!!), questo si avvia a diventare un blog inadatto alle signore stellari!
A parte le battute, CN, forse hai proprio ragione. Purtroppo non riesco ad applicare il tuo suggerimento, ma bada bene, mica perché ho per la testa solo il pallone. E’ che, essendo fatta male (molto male, e ormai non miglioro), mi piacerebbe scorgere un certo filo conduttore anche nelle piccole cose di cui mi occupo; dicesi giustizia (perdonami se scomodo una parola grossa), in primo luogo. Questo è difficile come volare e fa di me una candidata a numerose inc…ure, anche se poi le cancello velocemente.
Ma va bene, qui mi fermo, e com’è vero che tutti i salmi finiscono in gloria credo di aver trovato una degna conclusione per cotanto argomento: “le convinzioni sono come le palle, ognuno ha le proprie e se le tiene”. Salomonica, nevvero? Beh… sembra l’abbia pronunciata Clint Eastwood…!
Un caro saluto.
11 novembre 2009 | #