Ci risiamo…..

Terza giornata di campionato. Poco risalto è stato dato all’episodio dell’accoltellamento  accaduto in occasione della partita Roma-Reggina. Forse doveva scapparci il morto per dare alla notizia la giusta rilevanza o chissà si è trattato solo di un graffietto, troppo poco per interessare, malgrado abbia letto che l’aggressore fosse recidivo. Francamente ci sono certe situazioni, difficili da comprendere e non mi rendo conto, quale metro si adoperi nel comminare le sanzioni o nell’adottare le cosidette misure di sicurezza per i supporters più pericolosi. Se questo individuo era già noto alle forze dell’ordine, perchè si trovava vicino allo stadio? Una curva del San Paolo a Napoli è stata punita per i recenti disordini alla stazione a Roma, a Firenze, considerata tifoseria modello, i cancelli sono stati aperti solo agli abbonati per la partita con il Bologna, mentre a Roma, nonostante i reiterati episodi di violenza, non mi risulta che siano state prese misure restrittive per i tifosi giallorossi in merito a questo grave episodio (o sbaglio?). Si continua ad andare avanti come se non succedesse mai niente. E’ vero che l’aggressore è stato arrestato ma, sappiamo tutti, che se la caverà abbastanza agevolmente e quindi ci sarà sempre una prossima volta. Applicando la regola della legge che non è uguale per tutti , temo che, il tifoso, quello vero che rispetta le regole e va allo stadio solo per divertirsi e tifare per la squadra del cuore, prima o poi si stuferà di pagare per colpe non a lui imputabili o di indossare i panni del Don Chisciotte che combatteva contro i mulini a vento, senza mai concludere nulla, uscendone, anzi, sempre sconfitto . Saluti



Articoli Correlati



1 commento »

  1. il pensiero del grillo dice

    Cara Mariella,
    Inizio dal fondo del tuo commento ed esattamente dal punto in cui dici che il tifoso, quello vero che rispetta le regole e va allo stadio solo per divertirsi, prima o poi si stuferà a pagare colpe a lui non imputabili o, peggio ancora, di indossare i panni di Don Chisciotte che combatteva contro i mulini a vento da dove ne usciva inesorabilmente sconfitto.
    Devo dire che se fossi un pittore, dipingerei il mio autoritratto simile al tifoso a cui facevi riferimento, quello che rispetta le regole e non solo perché sono scritte da qualche parte, ma soprattutto perché sono parte essenziale dei princìpi di un tipo di educazione ricevuta e, credo, anche dettate dal buon senso. Ebbene, il sottoscritto non ha aspettato oltre, un giorno si è rotto le scatole ed allo stadio non c’è più andato. Il motivo, ben immaginabile, è da ricondursi al fatto di aver temuto il peggio quando si è itrovato in mezzo a dei pazzi scatenati, ubriachi e forse anche drogati, in preda a pura follia, che stavano sfuggendo dall’inseguimento delle forze dell’ordine.
    Ora ho tradito lo stadio, domani, col perdurare dei fenomeni di violenza, forse non mi interesserò più al calcio, nemmeno quello trasmesso dalla TV.
    Io credo che la legge sia uguale per tutti, ciò che non è uguale è la pena. Infatti non è capibile come i cosiddetti DASPO assistano indisturbati alle partite, oppure, come fai osservare te, i recidivi di atti censurati, girino tranquillamente in zone che dovrebbero essere super sorvegliate, in attesa di compiere chissà quale altro misfatto. Non analizziamo, per carità di dio, la differenza di pena inflitta ad un accoltellatore in zona stadio e ad uno che ruba il classico coniglio al mercato.
    Non l’analizziamo, perché ci rimarremmo molto male.
    Certamente la mia non è una critica solo a chi giuduca, ma a tutto il sistema che, oltre a legiferare, dovrebbe accertare la congtuità della sanzione punitiva.
    Ciao Mariella, un caro saluto

    25 Settembre 2008 | #

Lascia un commento

:mrgreen: :neutral: :twisted: :shock: :smile: :???: :cool: :evil: :grin: :oops: :razz: :roll: :wink: :cry: :eek: :lol: :mad: :sad:

*
Per provare che sei umano e non uno spam script, scrivi la parola di sicurezza come nella figura.
Anti-Spam Image




Chiudi
Invia e-mail