Buon compleanno Cesare
Un vero uomo lo si riconosce dai gesti, dalle posizioni che assume, da quei sorrisi che ti fanno capire che il peggio è passato o da quello sguardo preoccupato che invece ti fa capire che il peggio deve ancora arrivare. L’uomo è una creatura costruita per provare emozioni: non una macchina, un robot privo di cuore ma un’unione di sensibilità, dolcezza e sentimenti. Un uomo lo si riconosce da quello che dice, dai suoi ragionamenti e Cesare Prandelli ne incarna il modello ideale. “Io non giocherei più quella partita. Ci hanno ingannato, nascondendo la verità. Una volta capito cosa stava succedendo, è diventato un ordine: giocate. Se non lo fate, non sappiamo come controllare la gente”. Questo disse Prandelli dopo la vittoria più triste della sua carriera, la notte di Bruxelles, la notte della strage dei tifosi. Questo è Cesare Prandelli. L’uomo che suggerì alla Fiesole di non cantare più quel coro offensivo verso la Juventus, quel coro che riguardava i morti dell’Heysel: lo suggerì perché con quel canto non si scherniva la Juventus, ma la brutta figura la facevano soltanto loro, i tifosi della Fiorentina. La proposta venne immediatamente accontentata e quel coro non si sentì più. E non si sentirà mai più. Di questo è capace Cesare Prandelli. Capace di convincere un popolo intero, di infondere calma e tranquillità alla gente. Di stimolare sorrisi e affetto, di togliersi l’anima pur di far qualcosa di buono per il calcio, per la vita. L’uomo capace di rendere uno stadio – il luogo per eccellenza del rumore acustico - una scatola vuota, senza rumore, senza frastuoni. Quel maledetto giorno la scatola non era vuota, ma piena fino all’inverosimile, eppure nessuno parlò. Tutti avevano rispetto per quell’uomo con lo sguardo abbassato, con lo sguardo assente di chi ha appena perso la persona più importante della sua vita. “Di quel giorno mi ricordo il silenzio” sentenziò Prandelli qualche mese dopo durante un’intervista ad una televisione nazionale. Un silenzio assordante, ma al tempo stesso carico di emozioni. Tutti partecipammo al dolore di Prandelli, nessuno osò parlare di quella partita tra Fiorentina e Inter: quella domenica la ricorderemo per sempre come la giornata del silenzio e di un uomo che aveva paralizzato una città intera. Non parlando, non facendo gesti. Semplicemente col silenzio. Oggi Cesare Prandelli compie 51 anni e si butta alle spalle quello che è stato l’anno più difficile della sua vita: adesso si guarda avanti e Cesare è sempre il solito capo carismatico. A breve prenderà la cittadinanza onoraria di Firenze (da un’iniziativa di violanews) e non si fermerà qui. Quando se ne andrà, sarà perché la Fiorentina avrà vinto qualcosa di importante. In quel momento, Cesare e la Fiorentina si separeranno, uniti da un qualcosa che rimarrà per sempre nella storia. Come rimarrà nella storia l’amore di Firenze per una grande persona.
Niccolò Gramigni www.violanews.com
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Voglio molto bene a Cesare Prandelli anke se non lo conosco personalmente.Ho cominciato a seguirlo come allenatore dai tempi di Lecce e subito ho capito ke lui era speciale e ke sarebbe diventato un grande allenatore.Ammiro la sua semplicità,la sua sincerità e un augurio dal profondo del mio cuore glielo mando anke se per lui i compleanni non saranno piu’gli stessi,i giorni non saranno pi’uguali.Mister non sei solo,hai tutti noi ke ti vogliamo bene!Un augurio anke se con un giorno di ritardo.Ti seguirò sempre!
20 Agosto 2008 | #
sei troppo forte, ti seguo sempre!
20 Agosto 2008 | #
Ehi, allora nello space ho l’articolo di un vero VIP.. Io credevo scherzassi, invece il giornalista lo fai proprio di professione!!!!!!!!!
Davvero complimenti (se ti va contattami su msn)
20 Agosto 2008 | #