Minuto trentadue della ripresa. Torino e Fiorentina sono ancora ferme sullo 0-0, il Milan sta vincendo con l’Udinese e sta portando via il quarto posto ai viola. Ci vuole una magia, un’invenzione: Prandelli in panchina sembra preoccupato (come confesserà a fine gara). Dalla destra Jorgensen fa partire un interessante cross, Osvaldo si alza il pallone con la testa, sta preparando la rovesciata. Fermo immagine. Il pallone è in area, i tifosi si abbracciano tra di loro perchè sentono che qualcosa di grande può accadere. E’ una frazione di secondo, sembra un’eternità. Tutte le scaramanzie sono accettate: chi cambia posto allo stadio, chi preferisce tirare fuori dall’armadio una sciarpa portafortuna e darla alla ragazza che ama, chi stringe forte un cuscino viola. Scaramanzie su scaramanzie per invertire un risultato fino ad ora negativo. In quei settantasette minuti andava bene qualsiasi cosa pur di far segnare la Fiorentina. Ed ora tutti erano aggrappati a quel pallone in area pronto ad essere colpito dal numero nove viola. Che non sarà Batistuta, ma regala sempre grandi soddisfazioni. Il fermo immagine è andato via all’improvviso, il pallone è in rete e nessuno ci crede: un gol meraviglioso. A Torino è l’apoteosi. A Firenze le persone si guardano negli occhi come per dire: “E’ fatta”. Dopo tre minuti di recupero Farina fischia la fine delle ostilità e tutti tornano ad abbracciarsi. E’ solo l’inizio di una festa che durerà fino a notte fonda. Da Torino a Firenze passando per ogni angolo del mondo dove si tifa viola. Osvaldo ha segnato. Osvaldo porta la Fiorentina in Champions League. E chissà cosa avrà pensato Batistuta a vedere quel gol, chissà se qualche brivido lo avrà sentito pure lui. Lui, il re della mitraglia, di reti belle ne ha segnate a migliaia. Belle ed importanti. Adesso però il presente parla di questo ragazzo voluto fortemente da Corvino. La squadra festeggia, tutti corrono da Mister Cesare Prandelli, tutti gli stringono la mano. “E’ tua questa Champions” si sente dire. Da Torino a Firenze è questa la frase più gettonata. In un attimo tutta la delusione di una serata di Coppa UEFA andata male sembra essere dimenticata, scavalcata dalla gioia di questo traguardo. Prandelli in sala stampa scherzerà: “Speriamo di poterla giocare”. Sì. Stavolta sì. Nessuno toglierà il quarto posto ai viola. Nessuna sentenza, nessun tribunale. Intanto a Firenze i tifosi si riversano tutti allo stadio Franchi: vengono aperti Fiesole, Maratona e Tribuna perchè c’è troppa gente pronta a festeggiare. La squadra arriva in serata, tra un coro e l’altro. L’inno viola suona, cantato da ogni singolo tifoso. E’ un boato, un’ovazione che accoglie i calciatori. Altro fermo immagine. Frey che scherza, Prandelli sorride, Corvino viene “sollevato” in aria da tutti i calciatori. Che bello, Firenze. Le immagini nella mente dei tifosi viola riprendono con altri festeggiamenti, con altri cori verso tutti. E con una cartolina da inviare alla sede del Milan. Si intitola “Champions League” e raffigura la rovesciata di Osvaldo.
Niccolò Gramigni www.violanews.com
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ottimo articolo mi è piaciuto davvero
adesso mandiamola questa famosa cartolina allo zio fester.
21 Maggio 2008 | #
o bravo..è stata una giornata indimenticabile, io non ci speravo più
ma sai qualcosa su pazzini? rimane ?
21 Maggio 2008 | #
bello… bello … bello
bello articolo e giornata
grande niccolò
22 Maggio 2008 | #