La paura di vincere o di sognare…

18 Mag 2008

Inserito da: Viola
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La paura di vincere. O quella di sognare. La frenesia. Il tempo che passa, il verdetto che si avvicina e il tifoso che non sta un attimo fermo. E’ un’anima in pena: mancano novanta minuti, sa che le beffe sono in agguato, pericolose, temibili come una strada buia. Buia. Talmente buia da non riuscire a vedere la luce in fondo. Troppe ne ha passate il tifoso viola: perchè gli insulti di tutto il mondo del calcio, quando la Fiorentina era una piccola squadra di C2, sono ancora vivi in lui. Gli portarono via tutto: gli portarono via la capacità di festeggiare, i ricordi, la maglia viola, il nome, il logo. Tutto. Non c’era più nulla: mancavano le sedie, le scrivanie, gli attrezzi primari per giocare al calcio. Quante ne ha passate il tifoso: quella strada è buia, perchè sa di tristezza, perchè si può perdere uno scudetto ma non il piacere di vivere lo sport. E poi arrivò Grossetto, arrivò Gubbio e le lacrime continuavano a scendere. Arrivò una promozione, ne arrivò subito un’altra di ufficio perchè (forse) qualcuno si era reso conto che la Fiorentina aveva pagato troppo, arrivò uno spareggio e… E la strada buia all’improvviso si illuminò, il tifoso si incamminò senza provare più timore, senza più tristezza. Con orgoglio, perchè la Fiorentina stava tornando in serie A. Guardava il cielo, si ricordava di antichi duelli con la Juventus. Eppure quella strada qualche insidia la nascondeva ancora: quel buio, che sembrava oltre l’infinito, rischiava di tornare, seppur in modo meno drammatico. Non c’era un fallimento di mezzo, ma sempre i tribunali. Punti di penalizzazione, il terrore che arrivasse di nuovo il buio. Due qualificazioni alla Champions buttate al vento, non c’è tregua per il povero tifoso viola: gli bastava però ricordare Grosseto per sorridere. In fondo che sarà mai un quarto posto in confronto a quello che una città intera ha passato? Solo che Firenze aveva bisogno di quel qualcosa in più: e venne accontentata. Una semifinale di Coppa UEFA con i viola piegati dall’anticalcio dei Rangers e la partita di Torino, col quarto posto in mano. Fino a domani non sapremo se quella strada che ha intrapreso il tifoso viola, sarà più o meno luminosa, più o meno emozionante: sappiamo però che non potrà più tornare buia come quella di sei anni fa. La paura di vincere è diventata la più dolce delle attese.
Niccolò Gramigni www.violanews.com



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