180 minuti alla gloria
Mi dicono che ho un difetto : amo la Fiorentina, ma amo anche il calcio, in maniera smodata. E questa passione mi porta a girovagare spesso per stadi che non sono il mio, di qualsiasi categoria. Quell’anno io, ventiduenne, e mio babbo decidemmo di fare un regalo a un nostro anziano cugino e lasciammo una Fiorentina ormai retrocessa a due giornate dalla fine per navigare verso un San Siro vestito a festa. Non era la prima volta che vedevo il Meazza, ma come tutte le precedenti un brivido mi percorse la schiena. Tanto più che si respirava un’aria a me inconsueta, un’aria di vittoria e di euforia, mentre io avevo una spada nel petto conficcata a forza dai vari Mancini, Cecchi Gori, Vakouftsis Georgios, Nuno Gomes, Pierini e compagnia bella. L’Inter non giocò bene, andò in vantaggio quasi subito, ma venne rimontata. Il Piacenza non era irresistibile, eppure ci vollero due punizioni, magistrali, a metà inoltrata del secondo tempo, di Recoba e Ronaldo per chiudere il conto. Mentre dal tabellone apprendevo che la mia viola stava perdendo ancora, sotterrata dal Parma di Frey, umiliata in quello che sarebbe stato il preludio del fallimento, con gli occhi gonfi di rabbia leggevo uno striscione che penzolò per tutta la partita dalla Nord interista : “180 minuti alla GLORIA”. Quella domenica d’aprile anch’io, sospinto dalle spallate e dalle grida di decine di migliaia di tifosi, fui costretto a festeggiare lo scudetto nerazzurro, lo scudetto che a Milano sponda Inter aspettavano da molto, troppo tempo. Ma il destino ha occhi dai quali nessuno può vedere, se vuole volta le spalle e acceca chi prova a guardarlo in faccia. Quella gloria profetizzata si chiamò “5 maggio”, lo scudetto perso all’ultima giornata in casa amica, nessuno immagina quante bandiere col tricolore stampato sopra e la scritta 2001-2002 ho visto sventolare, ma ognuno sa che quelle bandiere non hanno sventolato più. Non c’è per forza una morale in quello che si dice, a volte le storie vengono raccontate solo per il gusto di farlo, di rivivere e di far vivere, ma se qualcuno vuole trarre un pensiero da questi ricordi faccia pure, io da quel giorno ho un velo di timore nel dare tutto per scontato, in ogni senso, e mi piace pensare positivo, soprattutto quando sto dietro e da perdere c’è poco, veramente poco!!!
Ah dimenticavo … il mio è un brutto vizio, infatti giro, giro, ma a Firenze sempre ritorno, perchè di meglio proprio non ce n’è.
Buon finale di campionato a tutti … sempre FORZA VIOLA.
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Io a Firenze non abito più ma sono d’accordo che di meglio non ce n’è.
8 Maggio 2008 | #
Io a Firenze ci abito da qnd sono nata, non me ne sono mai andata nè mai me ne andrò…. FIRENZE E FIORENTINA IN MY HEART.
8 Maggio 2008 | #
io sono 15 anni che vivo in Rep.Dom.ma che nessuno mi tocchi la Fiorentina,e la cittá piú bella al mondo! Sempre e dovunque forza Firenze e forza Viola.
8 Maggio 2008 | #
..anche a me piace pensare positivo,
ecco perchè credo ancora nel quarto posto finale !!!!!!
la Fiorentina è una grande squadra !!!!
Forza Viola forever
10 Maggio 2008 | #
per la redazione:acquafresca ieri era a firenze..l’ho visto in un noto ristorante fiorentino!cmq credo fosse qui solo perche la sua ragazza è di firenze
13 Maggio 2008 | #