L’inganno della champions league
Dopo l’ultima guerra,che fortunatamente non ho vissuto, il desiderio di tutti era quello di riempirsi la pancia , in barba ai periodi di stenti e di fame appena passati (avevo a malapena l’età della ragione però questo me lo ricordo). La gente , alla domenica , comprava un pollo che finiva arrosto ed era una festa. Poi negli anni le cose sono cambiate e ora si cerca di fare più soldi non per comprare un pollo ,che magari “schifiamo”tutti i giorni, ma per vincere la gara a chi ne compra di più. Così qualche anno fa si cercava di entrare in cl (coppa dei campioni) per il lustro e l’onore che ti dava il parteciparvi. Ora mi sembra che si cerchi di entrare nella èlite della champions solo per aver più soldi da investire nel calcio nazionale e non che propone comunque e sempre partite da grande ribalta.Quindi la conclusione è che anche senza i 15 o 20 milioni della cl (nessuno credo pensi che con la nostra squadra anche rinforzata si possa competere con i vari Real, Barcellona, Manchester, Arsenal ecc. per vincere la coppa) i Della Valle debbano e possano rinforzare la rosa per contrastare a livello italiano le migliori, pertanto cerchiamo con tutte le forze di entrare nelle prime quattro (quest’anno ancora mi sembra tutt’ora molto possibile) ma non stracciamoci le vesti se non riusciremo ad approdare all’isola delle sirene e dell’inganno della Champions league. In ogni caso domenica a Cagliari lottare e vincere!!!! Saluti viola a tutti.
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2 Maggio 2008 | #
Caro Maurizio,
Bello e “amaro” il tuo riferimento agli anni difficili in cui le famiglie (nemmeno tutte) facevano festa davanti al polletto che potevano permettersi solo una volta la settimana. I miei genitori mi hanno raccontato molto degli anni del dopoguerra e la tua fotografia mi ha riportato a quando ascoltavo con interesse, ma anche con un pò di tristezza quei racconti di vita vissuta dove la gente, ormai provata da tante brutte vicissitudini, si accontentava di una bella giornata di sole e di un pò di salute. Io faccio parte dei figli dell’arcobaleno, cioè quelli nati quando il peggio era passato e l’Italia aveva assaporato il boom economico del 60, ma credi non dimenticherò mai chi, davanti ai ricordi indelebili delle sofferenze subite, diveniva preda del più alto stato di commozione e di rabbia.
Per ciò che riguarda il tema a tinte viola, dico che condivido in toto il tuo pensiero, in particolare l’ultimo rigo.
Un cordiale saluto
3 Maggio 2008 | #